Overqualified – Cosa Fare se si è Troppo Qualificati

Mettersi in gioco per trovare il primo lavoro non è semplice. Rimettersi in gioco per trovarne uno nuovo è ancora più complicato.
Il mercato del lavoro è, infatti, soggetto a strani paradossi.
A venticinque anni, neolaureati, è difficile trovare un impiego perché senza esperienza.
A quaranta anni, si ha “troppa esperienza”.
A cinquanta anni, o si è “troppo grandi” o si è “troppo qualificati”.

I giovani laureati spesso si accontentano di un posto dietro al bancone di un bar o di un qualsiasi lavoro impiegatizio, nella speranza, prima o poi, di fare (l’agognata) carriera.

Dalla discussione Overqualified nata su LinkedIn nel gruppo “Il mercato italiano del lavoro” emerge, infatti, che l’età è spesso discriminante per le figure più qualificate o con maggiore esperienza e rappresenta il problema di inserimento nel mondo del lavoro.

Come superare dunque il fantomatico scoglio dell’esperienza? E il presunto problema dell’età?

Due sono le filosofie e due sono le proposte, nate nel sopracitato thread, per affrontare il problema: l’ omissione e il valore aggiunto.

C’è chi propone di non specificare l’età nel curriculum, di ometterla, in modo da potersi far conoscere in sede di colloquio e, una volta illustrate le proprie competenze e dopo “essere stati testati”, svelare il dato anagrafico. Oppure, in alternativa, di porre l’età tra le ultime informazioni del curriculum in modo che venga letto senza pregiudizio o, peggio ancora, cestinato prima della lettura.

L’altra strada proposta è quella di esaltare la propria professionalità, senza alcun tipo di omissione su esperienza o anagrafica, e di porsi in modo da rappresentare un valore aggiunto e una potenziale fonte di risorse e guadagno per l’azienda in cui ci si propone.

Come Diventare Perito Agrario

Il perito agrario è un tecnico polivalente competente in amministrazione e conduzione di cooperative, aziende agrarie e zootecniche, gestione del territorio e analisi socio-economiche. Tuttavia, negli ultimi anni questa figura professionale si è arricchita di conoscenze specialistiche in più ambiti, per rispondere alle moderne linee guida sui temi dell’ambiente e del territorio.

Competenze del perito agrario
Il perito agrario è competente nella seguenti attività
direzione e gestione di aziende agrarie e zootecniche, comprese le funzioni contabili, di assistenza e rappresentanza tributaria, amministrazione del personale
progettazione, direzione e collaudo di opere di miglioramento fondiario, misura, stima e divisione di fondi rustici, costruzioni e aziende agrarie
lavori catastali, topografici, cartografici e tipi di frazionamento
valutazione di danni alle colture
direzione e manutenzione di parchi, progettazione, direzione e cura di giardini, anche in aree urbane
assistenza tecnica ai produttori agricoli

Accanto al settore puramento agricolo, il perito agrario può trovare interessanti sbocchi professionali anche
nell’industria agroalimentare e di trasformazione dei prodotti agricoli
nel controllo della qualità dei prodotti nei diversi livelli della filiera produttiva
nel controllo e assistenza tecnica delle aziende che seguono le linee produttive dell’agricoltura biologica
nella valutazione di impatto ambientale
nella pianificazione urbana e territoriale
nella progettazione di interventi di restauro ambientale e paesaggistico
nella direzione di parchi e aree protette

Accesso alla professione
Il percorso formativo prevede due possibilità: il conseguimento del diploma di Perito Agrario o la laurea triennale nelle discipline previste dalla normativa vigente. L’abilitazione all’esercizio della libera professione prevede un periodo di tirocinio e il superamento di un esame di Stato, indetto annualmente.

Dove si Comprano le Obbligazioni

La maggioranza delle operazioni di vincolo può essere completata attraverso un servizio completo o di intermediazione di sconto . È inoltre possibile aprire un conto presso un broker di obbligazioni, ma attenzione che i broker richiedono un deposito iniziale di 5.000 euro circa. Se non potete permettervi questo importo, vi suggeriamo di guardare un fondo comune di investimento specializzato in titoli o un fondo obbligazionario . Alcune istituzioni finanziarie forniscono ai loro clienti il servizio per trattare titoli di Stato. Tuttavia, se la tua banca non fornisce questo servizio e non dispone di un conto di intermediazione, è possibile acquistare titoli di Stato, come i Bot, tramite un organismo pubblico (questo è possibile nella maggior parte dei paesi).

Tutte le transazioni e pagamenti di interessi sono effettuate elettronicamente. Se si decide di acquistare delle obbligazioni tramite un broker, fate attenzione perché vi potrebbe dire che il l’acquisto è esente da commissioni. Non fatevi ingannare, perché succede in genere che il broker alzerà leggermente il prezzo e questo in realtà vale per lui da commissione. Per assicurarsi di non essere imbrogliati, basta guardare l’ultima quotazione per le obbligazioni a cui siamo interessati o ci sono state proposte e determinare se la quota è accettabile. Un altro sistema per acquistare delle obbligazioni è tramite internet.

Anche se l’acquisto online di obbligazioni non è così facile e prevede un minimo di competenza in materia, è più conveniente sicuramente comprare obbligazioni da siti Web che da broker che ci speculano sopra. Vediamo come aprire un conto broker online. Aprire un conto con un broker online o il commerciante che vende obbligazioni e versare l’anticipo che viene richiesto con il metodo che il vostro broker vi indicherà. Decidere quale tipo di obbligazioni si desidera acquistare, quindi visitare il sito Web della Bond Market Association e verificare le rese e le caratteristiche delle diverse obbligazioni. Controllare in altri siti web che offrono informazioni ed elenchi di obbligazioni, alla ricerca del miglior rendimento totale, oltre ai prodotti migliori. Calcolare un vincolo di “cessione a chiamata”, più alto è il rendimento, più entrate avrai. Indicare quale è l’obbligazione che si desidera acquistare e quanto si vuole investire, tenendo presente che la commissione del broker è solitamente integrata nel prezzo dell’obbligazione. Attendere la verifica. L’intermediazione verificherà che abbiate abbastanza soldi nel vostro account per coprire l’operazione e successivamente si comprano le obbligazioni. Otterrete la conferma dell’acquisto ricevendo via mail una conferma che il titolo è stato acquistato, dopo alcuni giorni dalla transazione.

Se volete acquistare titoli di Stato americani, potete direttamente farlo dal US Bureau del sito del Debito Pubblico via Web. Se si comprano obbligazioni su questo sito internet, è possibile pagare con carta di credito o addirittura con una carta di debito della banca, cioè il comune bancomat, a condizione che la carta di credito porti il logo Master Card o Visa. Se non si hanno abbastanza soldi per comprare dei singoli titoli o se si desidera un portafoglio diversificato di obbligazioni, si può investire in un fondo obbligazionario, o un fondo comune che si basi su investimenti obbligazionari.

Come Fare Personal Branding

I social network professionali stanno diventando sempre più rilevanti nella ricerca di un posto di lavoro e studi di settore dimostrano che LinkedIn rappresenta, in tal senso, il canale più utilizzato in Italia.
Linkedin non ha confini geografici (è utilizzato dalla Lombardia alla Sicilia con irrilevanti differenze percentuali) né limiti di età, dai 18 ai 65 anni almeno il 50% di coloro che cercano lavoro lo fanno attraverso i “social”.

I selezionatori utilizzano i social network e i motori di ricerca per conoscere meglio i candidati e ottenere informazioni altrimenti difficili da reperire. Secondo uno studio condotto dal quotidiano americano StarTribute, il 35% degli head hunter d’oltreoceano scartano i candidati in base alle informazioni reperite in rete.
Quando affidiamo la nostra immagine al web, dobbiamo tener presente che la qualità di ciò che si condivide, scrive, pubblica, determina la nostra reputazione e la nostra credibilità.

Una buona strategia di personal branding può, dunque, aiutarci a distinguerci e differenziarci, perché essere un buon programmatore o un discreto sistemista, nel mercato del lavoro moderno, non basta. Per essere scelti bisogna distinguersi e “sapersi vendere”, come scriveva Lévi Strauss “non può esserci identità se non c’è differenza”.

Come fare? Qualche consiglio pratico (e di facile attuazione).

GOOGLE

Cercati su Google. Quello che trovi è davvero quello che vuoi che gli altri sappiano? C’è qualcosa di troppo?

LINKEDIN

Modifica la URL del tuo profilo LinkedIn, personalizzala con nome e cognome ad esempio (questo aiuta a “scalare” i motori di ricerca e a far comparire il profilo professionale tra i primi risultati associati al tuo nome).
Utilizza le App offerte per farti conoscere attraverso il tuo blog o per condividere una tua presentazione video (di un minuto o poco più) o per mostrare una panoramica del tuo lavoro in power point.
Partecipa ai gruppi di discussione. Sono un ottimo canale per far conoscere le proprie opinioni su un argomento specifico e sono un buono strumento per mettere in luce le proprie conoscenze. Puoi conoscere nuovi contatti e imparare dalle opinioni altrui.

FACEBOOK

Verifica cosa condividi su Facebook (leggi bene le istruzioni sulla gestione della privacy) e su quali foto sei stato taggato (!) onde evitare spiacevoli sorprese (e non mi riferisco solo a foto in cui non hai una bella espressione…). Puoi decidere di lasciare visibili a tutti i tuoi interessi e le tue passioni, i tuoi film preferiti o i libri che ami, i gruppi e le discussioni a cui partecipi oppure puoi decidere di restringere le informazioni e renderle accessibili solo a chi fa parte della tua cerchia di amici.

TWITTER

Twitter è uno strumento di microblogging (140 caratteri) utilizzato dai maggiori esperti di Web2.0 e dai VIP che lo usano per conversare con il loro “pubblico”. Qualche esempio?

Lo staff di Gordon Brown, primo ministro Inglese lo usa per gli aggiornamenti su Downing Street. Lo staff di Barack Obama lo ha usato ampiamente durante la sua campagna elettorale. Paris Hilton lo usa per tutto: pettegolezzi, promozioni di prodotti, etc.

Puoi usarlo per condividere in tempo reale (anche attraverso SMS) la tua opinione su qualsiasi cosa: conferenze, eventi, attualità, etc.

Come Diventare Barista o Barman

Il barista è specializzato nella preparazione e nella somministrazione di cibi e bevande all’interno dell’esercizio commerciale in cui lavora.
Svolge la propria attività presso bar, ristoranti, alberghi, centri turistici, imprese di ristorazione collettiva o imprese di catering.
Può essere un dipendente o il titolare del pubblico esercizio e le sue mansioni dipendono dalla tipologia e dalle dimensioni del locale e dal personale impiegato.
Si può occupare del lavoro dietro il banco del bar, della cassa, del servizio ai tavoli, degli acquisti, della gestione del magazzino, dell’organizzazione del lavoro nelle varie fasi della giornata, della pulizia del locale e di tutte quelle attività fondamentali per la conduzione di un bar.

Barman
Il barman è il professionista specializzato nella miscelazione delle bevande e nella preparazione di cocktail, aperitivi e long drink e deve avere un’approfondita conoscenza delle merci e dei prodotti che si troverà a utilizzare (conoscenza merceologica).
Il barman qualificato lavora in proprio o in strutture di prestigio collegate in particolare con i settori del turismo, grandi alberghi, villaggi, navi da crociera, discoteche, american bar e serve una clientela selezionata.
Per entrambi i profili è importante avere un ottimo approccio con il cliente ed elevate capacità di relazione interpersonale. Inoltre è fondamentale la collaborazione con i colleghi e, se si è titolari dell’esercizio, saper coordinare il lavoro dei dipendenti e gestire tutta l’attività di acquisto e vendita, prestando la massima attenzione alle nuove tendenze e tecnologie.

Formazione
Come già indicato, il barista e il barman possono lavorare sia come dipendenti che in proprio. Gli esperti del settore sostengono che il requisito realmente importante per esercitare questo mestiere sia l’esperienza pratica sul campo: solo così si possono comprendere i ritmi, le esigenze e le particolarità di questa attività.
La formazione scolastica del barista e del barman può iniziare già a livello di scuola secondaria di secondo grado. La riforma dell’istruzione prevede la possibilità di iscriversi a un Istituto Professionale – Settore dei servizi – Indirizzo servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera. Il percorso scolastico si articola in due bienni e un quinto anno finale, che termina con l’esame di Stato.

Oltre ai percorsi della scuola dell’obbligo, sono numerosi gli enti di formazione, privati e non, che propongono corsi della durata varibile e consentono una conoscenza pratica e teorica dei mestieri in oggetto, approfondendoli in tutti i loro aspetti. Per maggiori informazioni sui corsi organizzati nella propria regione ci si può rivolgere agli Informagiovani locali.
Chi vuole lavorare in proprio, però, deve avere determinati requisiti. A questo proposito, il Ministero dello Sviluppo Economico (in data 15/04/2011) ha emanato la Circolare n. 3642/C che indica i titoli di studio che possono essere ritenuti validi ai fini dell’avvio dell’attività di commercio alimenti e somministrazione alimenti e bevande.
Infine, è consigliabile sia per il barista che per il barman, che lavorano o intendono lavorare in località turistiche o in città d’arte, conoscere bene almeno una lingua straniera.
Accesso alla professione
Se un barista o un barman desiderano aprire un locale di proprietà devono fare riferimento alle leggi territoriali che regolano l’attività di “somministrazione al pubblico di alimenti e bevande”, comprese quelle alcoliche, di qualsiasi gradazione, destinate al consumo nei locali dell’esercizio o in un’area appositamente attrezzata destinata al pubblico.
Per svolgere questa attività, in passato, era necessario iscriversi al REC – Registro Esercenti il Commercio, abrogato nel 2006. L’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande è quindi attualmente disciplinata dal Decreto Legislativo 26 marzo 2010 n. 59.

L’apertura di un esercizio di somministrazione alimenti e bevande è soggetta ad autorizzazione rilasciata dal Comune competente per territorio mentre per il trasferimento di sede, il trasferimento della gestione o della titolarità, è necessario fare una dichiarazione di inizio attività sempre presso il Comune (articolo 64).
Per gestire un’attività di somministrazione, oltre ai requisiti morali, bisogna possedere almeno uno dei seguenti requisiti professionali (articolo 71):
aver prestato la propria opera, per almeno due anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente, presso imprese esercenti l’attività nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande, in qualità di dipendente qualificato, addetto alla vendita o all’amministrazione o alla preparazione degli alimenti, in qualità di socio lavoratore o, se trattasi di coniuge, parente o affine entro il terzo grado dell’imprenditore, in qualità di coadiutore familiare, comprovata dall’iscrizione all’Istituto Nazionale Previdenza Sociale (INPS);
essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di laurea, anche di primo livello, o di altra scuola a indirizzo professionale, almeno triennale, purché nel corso di studi siano previste materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti.
I titoli di studio che possono essere ritenuti validi ai fini dell’avvio dell’attivitò di commercio alimenti e somministrazione alimenti e bevande sono indicati nella Circolare n. 3642/C (vedi paragrafo Formazione).

In alternativa:
avere frequentato con esito positivo un corso professionale per lo svolgimento dell’attività, istituito o riconosciuto dalle regioni o dalle Province autonome di Trento e Bolzano.
Il possesso dei requisiti professionali deve essere dimostrato al Comune nel quale si intende esercitare la professione. In caso di società, associazioni o organismi collettivi, i requisiti morali devono essere posseduti dal legale rappresentante o da altra persona delegata mentre i requisiti professionali devono essere posseduti dal legale rappresentante o dalla persona preposta all’attività commerciale.