Il ricorso ex art. 747 c.p.c. è l’atto con cui si chiede al giudice l’autorizzazione a compiere determinati atti di disposizione sui beni ereditari, nei casi previsti dalla legge. È utilizzato, in particolare, quando l’eredità è stata accettata con beneficio d’inventario e occorre ottenere l’autorizzazione per alienare beni dell’eredità.
Compilarlo in modo chiaro e completo è importante perché consente al giudice di comprendere la richiesta e valutarne i presupposti, tenendo conto degli interessi coinvolti. L’esposizione precisa dei fatti e delle ragioni della domanda può inoltre ridurre il rischio di richieste di chiarimenti o ritardi.
Come scrivere ricorso ex art. 747 c.p.c
Il ricorso previsto dall’art. 747 c.p.c. è l’atto con cui si chiede l’autorizzazione a vendere uno o più beni ereditari. Non è una domanda generica per mettere in vendita un bene: deve permettere all’autorità competente di verificare chi chiede l’autorizzazione, a quale successione appartiene il bene, perché la vendita è opportuna e a quali condizioni si intende effettuarla. La disciplina applicabile e l’autorità a cui rivolgersi possono dipendere dalla situazione concreta, in particolare dalla presenza di minori o di persone sottoposte a misure di protezione e dal modo in cui l’eredità è stata accettata.
Nell’intestazione si indica l’autorità competente e si precisa che l’atto è un «ricorso per autorizzazione alla vendita di beni ereditari ai sensi dell’art. 747 c.p.c.». In via ordinaria, la norma individua il tribunale del luogo in cui si è aperta la successione; il luogo di apertura coincide, di regola, con l’ultimo domicilio del defunto. Se i beni appartengono a minori o a persone interdette, l’art. 747 richiama l’intervento del giudice tutelare. La competenza va comunque verificata in relazione alle disposizioni vigenti e al caso specifico: oggi, per alcune autorizzazioni di volontaria giurisdizione, può essere prevista anche la possibilità di rivolgersi a un notaio, ai sensi dell’art. 21 del d.lgs. 149/2022. Non è quindi opportuno scegliere l’autorità soltanto in base al titolo del ricorso senza aver prima verificato quale procedura sia utilizzabile.
Il ricorso deve identificare con precisione chi lo presenta e spiegare a che titolo è legittimato a farlo. Vanno indicati nome, cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale, residenza o domicilio e, se rilevanti, la qualità di erede, esecutore testamentario, rappresentante legale o altro soggetto interessato. Quando il ricorrente è rappresentato da un avvocato, si riportano anche i dati del difensore e il domicilio digitale o l’indirizzo indicato per le comunicazioni, secondo le regole applicabili al deposito. Se agisce un genitore, un tutore o un amministratore di sostegno, occorre indicare la persona rappresentata, il titolo dei poteri esercitati e gli eventuali provvedimenti che li attestano. Se vi è un possibile conflitto d’interessi tra rappresentante e rappresentato, la circostanza va dichiarata e valutata, perché potrebbe rendersi necessaria una rappresentanza distinta.
La successione va descritta mediante i dati del defunto: generalità, codice fiscale, data e luogo del decesso e ultimo domicilio. È utile indicare la data in cui si è aperta la successione e riferire chi sono gli eredi conosciuti, specificandone i rapporti con il defunto e gli eventuali recapiti quando disponibili. Se esiste un testamento, si indica se è stato pubblicato e quale disposizione interessa la successione; se non risulta un testamento, si descrivono i fatti e i documenti su cui si fonda la successione legittima. Vanno inoltre riferiti, se pertinenti, gli atti di accettazione dell’eredità, l’accettazione con beneficio d’inventario, l’inventario, la nomina di un esecutore testamentario o di altri soggetti incaricati della gestione. Non basta scrivere che il bene «appartiene all’eredità»: è opportuno chiarire quale sia la posizione del ricorrente e quale documentazione la dimostri.
Il bene oggetto della richiesta deve essere descritto in modo da renderlo inequivocabile. Per un immobile si indicano indirizzo, Comune, dati catastali completi — foglio, particella o mappale e subalterno, se presente —, categoria e consistenza catastale, quota appartenente alla successione e titolo di provenienza. Se esistono comproprietari, usufrutti, servitù, ipoteche, pignoramenti, locazioni o altri diritti e vincoli, è opportuno segnalarli. Per beni diversi dagli immobili, come veicoli, partecipazioni o altri cespiti, si riportano gli elementi identificativi appropriati, ad esempio targa e numero di telaio, denominazione della società e quantità delle quote, oppure descrizione e caratteristiche del bene. Se si chiede di vendere solo una quota o una parte del patrimonio, va precisato con esattezza quale.
La richiesta deve esporre le ragioni per cui la vendita è necessaria o conveniente per l’eredità o per i soggetti tutelati. Non è sufficiente affermare in modo astratto che «la vendita è utile»: occorre spiegare, con fatti concreti, la situazione patrimoniale e le ragioni della scelta. Possono essere rilevanti, a seconda dei casi, l’esigenza di pagare debiti ereditari o spese documentate, i costi di manutenzione, il rischio di deperimento del bene, l’assenza di redditività, la difficoltà di conservare o amministrare il cespite oppure l’esistenza di un’offerta economicamente vantaggiosa. È opportuno indicare gli importi delle spese o dei debiti quando siano conosciuti, specificando a che cosa si riferiscono e allegando riscontri. Per un bene appartenente a un minore o a una persona protetta, la motivazione dovrebbe chiarire in particolare come la vendita tuteli i suoi interessi e che cosa si intende fare del ricavato, senza presentare tale destinazione come un obbligo uniforme se non deriva dal provvedimento o dalla disciplina applicabile.
Quanto alle condizioni della vendita, il ricorso dovrebbe essere concreto. Se esiste già una proposta d’acquisto, si indicano l’identità del proponente, il prezzo offerto, la durata o la scadenza della proposta, le modalità e i tempi di pagamento, le eventuali condizioni sospensive e ogni altro elemento essenziale. Se non vi è un acquirente già individuato, si può illustrare la modalità che si propone di seguire e chiedere che l’autorità stabilisca le condizioni ritenute opportune. È utile indicare il valore di mercato stimato, la data della stima e il criterio utilizzato; per gli immobili, una perizia o una valutazione professionale può rendere la richiesta più verificabile. Se si propone un prezzo minimo, va motivato e confrontato con la stima. Non esiste un prezzo minimo o una modalità di vendita identici per ogni ricorso: il provvedimento può fissare condizioni diverse da quelle proposte.
Le conclusioni devono formulare con chiarezza ciò che si chiede. Una possibile impostazione è: «si chiede che l’autorità voglia autorizzare la vendita del bene descritto nel ricorso, alle condizioni indicate, ovvero alle diverse condizioni ritenute opportune, e disciplinare la destinazione delle somme ricavate». La richiesta dovrebbe precisare, quando il caso lo consente, se si domanda di vendere a un acquirente già individuato, entro quale prezzo e con quali modalità. Si possono chiedere anche indicazioni sulla custodia o destinazione del ricavato, ad esempio il versamento su un conto intestato all’eredità o la disposizione delle somme secondo le indicazioni dell’autorità. Non è prudente inserire termini arbitrari come se fossero imposti dalla legge: se un’offerta scade o una vendita deve concludersi entro una certa data, si spiega il motivo e si chiede, se necessario, che la circostanza sia considerata nel provvedimento. Le condizioni e gli eventuali termini vincolanti saranno quelli stabiliti dall’autorità competente.
Se l’eredità è stata accettata con beneficio d’inventario, questa circostanza va dichiarata espressamente. La vendita può essere soggetta alle regole del codice civile sulla conservazione del beneficio e sulla liquidazione dei debiti ereditari; la procedura concreta dipende, tra l’altro, dalla natura del bene e dalla situazione dei creditori e dei legatari. Il ricorso dovrebbe quindi indicare lo stato della procedura, le autorizzazioni già ottenute, i debiti noti e gli eventuali consensi o atti richiesti nel caso specifico. Non si deve dare per scontato che la sola autorizzazione ottenuta su ricorso risolva ogni adempimento collegato alla vendita o alla liquidazione dell’eredità.
Gli allegati devono sostenere i fatti esposti, senza appesantire l’atto con documenti irrilevanti. In relazione al caso possono essere utili il certificato o l’estratto di morte, la documentazione sull’ultimo domicilio, il testamento e il verbale di pubblicazione, gli atti che provano la qualità di erede, la dichiarazione di accettazione con beneficio d’inventario e l’inventario, gli atti di provenienza del bene, le visure catastali e ipotecarie, la perizia o la valutazione, la proposta d’acquisto, i preventivi e le fatture relativi alle spese, i documenti sui debiti e i provvedimenti di nomina di tutori, amministratori o esecutori. Se il ricorso è presentato da un rappresentante, vanno prodotti i documenti da cui risultano i suoi poteri. La scelta degli allegati va commisurata ai fatti dedotti: per esempio, una perizia è particolarmente utile quando si chiede di vendere a un prezzo determinato, ma non è possibile considerarla in assoluto un requisito invariabile di ogni ricorso.
Un ricorso ben redatto mantiene distinti i fatti, le ragioni della vendita e le richieste conclusive. Le date devono essere riportate in modo coerente, gli importi accompagnati dall’indicazione della loro origine e i riferimenti catastali o documentali trascritti senza abbreviazioni ambigue. Se vi sono più eredi o soggetti interessati, è opportuno identificarli e indicare se hanno espresso un consenso o una posizione contraria, allegando le relative dichiarazioni quando disponibili; la necessità di informarli o acquisire il loro consenso dipende però dalla disciplina applicabile e dal provvedimento richiesto, e non va affermata come regola universale. Eventuali urgenze, contestazioni o incertezze sulla titolarità devono essere riferite con trasparenza, non omesse.
In chiusura si indicano luogo e data di redazione e si appone la firma del ricorrente o del difensore, secondo la forma e le modalità di deposito applicabili. Quando il ricorso è presentato in qualità di rappresentante, va chiaramente specificato per conto di chi si firma. Il deposito, l’eventuale assistenza necessaria di un avvocato, le comunicazioni agli interessati e gli adempimenti economici o telematici dipendono dalla procedura concreta e dalle regole dell’ufficio competente; conviene quindi verificarli prima del deposito. Un ricorso completo non si limita a chiedere l’autorizzazione, ma offre all’autorità gli elementi necessari per identificare la successione e il bene, valutare l’interesse della vendita e stabilire condizioni adeguate.
Modello ricorso ex art. 747 c.p.c
TRIBUNALE DI _____
Ricorso per autorizzazione all’alienazione di beni ereditari ai sensi dell’art. 747 c.p.c.
La parte ricorrente
Il/La sottoscritto/a , nato/a a il , codice fiscale , residente in , via/piazza , n. , nella qualità di ,
rappresentato/a e difeso/a dall’Avv. , codice fiscale , del Foro di , con studio in , via/piazza , n. , PEC _____, presso il cui studio elegge domicilio, come da procura alle liti allegata al presente ricorso,
premesso che
- il/la sig./sig.ra , nato/a a il , codice fiscale , è deceduto/a in il ;
- l’ultima residenza del/della de cuius era in , via/piazza , n. _____, luogo di apertura della successione;
- la successione si è devoluta in forza di _____;
- la parte ricorrente riveste nella successione la qualità di _____;
- gli altri chiamati, eredi o soggetti interessati alla successione sono: _____;
- l’eredità è stata accettata con beneficio d’inventario da in data , con dichiarazione ricevuta da e iscritta/trascritta presso in data , al numero ;
- l’inventario è stato redatto in data da e depositato/iscritto presso in data ;
- tra i beni compresi nell’asse ereditario figura il seguente bene: _____;
- il bene è identificato come segue: _____;
- la parte ricorrente intende procedere all’alienazione del bene mediante , alle condizioni di seguito indicate: ;
- il prezzo o valore di alienazione proposto è pari a euro , oltre ;
- il prezzo è congruo in considerazione di , come risulta da redatta/o da in data ;
- l’alienazione è ritenuta necessaria e/o conveniente per le seguenti ragioni: _____;
- la vendita è stata proposta da/acquirente individuato in , nato/a o costituito/a in il , codice fiscale/partita IVA , con sede o residenza in , via/piazza , n. , alle condizioni indicate in ;
- la posizione degli altri eredi o interessati rispetto all’alienazione è la seguente: _____;
- il ricavato dell’alienazione sarà _____;
- alla data del presente ricorso, le passività ereditarie conosciute e gli eventuali creditori sono i seguenti: _____;
- ogni ulteriore circostanza rilevante ai fini dell’autorizzazione è la seguente: _____.
Tutto ciò premesso, la parte ricorrente
chiede
che l’Ill.mo Tribunale adito, ai sensi degli artt. 747 e 748 c.p.c., in camera di consiglio e sentito il Pubblico Ministero:
- voglia autorizzare ad alienare il bene ereditario descritto in ricorso, mediante , per un prezzo non inferiore a euro _____, alle condizioni indicate nel presente ricorso e/o secondo le ulteriori modalità ritenute opportune;
- voglia, ove necessario, determinare le modalità di alienazione e le condizioni cui subordinare l’autorizzazione;
- voglia disporre, ove ritenuto opportuno, le modalità di conservazione o deposito del ricavato dell’alienazione;
- voglia adottare ogni ulteriore provvedimento ritenuto opportuno.
La parte ricorrente chiede, ove ritenuto necessario, che siano sentiti i seguenti interessati: _____.
Documenti prodotti
- _____;
- _____;
- _____;
- _____;
- _____;
- _____;
- .
Luogo
, dataFirma della parte ricorrente
Firma dell’Avv.
Procura alle liti
Il/La sottoscritto/a , come sopra generalizzato/a, conferisce all’Avv. procura a rappresentarlo/a e difenderlo/a nel presente procedimento, con ogni facoltà di legge, ivi comprese quelle di proporre istanze, depositare documenti, farsi sostituire e nominare domiciliatari, nei limiti consentiti dalla legge.
Luogo , data
Firma della parte ricorrente
È autentica
Avv.