Fac simile ricorso ex art 473 bis 29 c.p.c.

Il ricorso ex art. 473-bis.29 c.p.c. è l’atto con cui si chiede al giudice di modificare i provvedimenti relativi ai figli o alle parti adottati in una causa di separazione o divorzio. Può essere utilizzato quando circostanze nuove o mutate rendono opportuno rivedere, per esempio, l’affidamento, il mantenimento o le modalità di frequentazione.

Esporre i fatti in modo chiaro e completo aiuta il giudice a comprendere che cosa è cambiato e perché si chiede una modifica. È quindi importante indicare con precisione le richieste e le ragioni su cui si fondano, evitando omissioni o formulazioni ambigue.

Come scrivere ricorso ex art 473 bis 29 c.p.c.

Il ricorso previsto dall’art. 473-bis.29 c.p.c. serve a chiedere la revisione di provvedimenti, temporanei o definitivi, relativi all’affidamento dei figli e alla misura o alle modalità dei contributi economici, quando siano intervenuti giustificati motivi sopravvenuti. Non basta quindi manifestare un dissenso rispetto a quanto già stabilito: occorre spiegare quali fatti nuovi siano intervenuti, quando si siano verificati e perché rendano necessario modificare il provvedimento. La revisione non è, di regola, uno strumento per riproporre questioni già esaminate sulla base degli stessi elementi; l’eventuale errore della decisione originaria va valutato con gli strumenti di impugnazione appropriati.

Il ricorso va intestato al tribunale competente, individuato secondo le regole processuali applicabili, comprese quelle sulla competenza territoriale. Nei procedimenti che riguardano figli minorenni assume normalmente rilievo il luogo della loro residenza abituale; negli altri casi occorre verificare i criteri previsti dalla legge e le eventuali disposizioni speciali. Non è prudente dare per scontato che sia sempre competente il tribunale che ha emesso il provvedimento da modificare: il criterio va controllato in relazione al caso concreto. Nel frontespizio si indicano il tribunale, le generalità del ricorrente e del resistente, i rispettivi codici fiscali e gli eventuali difensori, con il domicilio digitale o gli altri recapiti processuali secondo le regole vigenti. Se una parte è rappresentata o assistita da un tutore, curatore o altro soggetto, vanno indicati anche i relativi dati e il titolo in base al quale interviene.

Nella parte iniziale è utile identificare con precisione il provvedimento di cui si chiede la revisione: autorità che lo ha emesso, data, numero di ruolo del procedimento, data di deposito o pubblicazione e, se rilevante, data in cui è divenuto definitivo. Se vi sono state successive modifiche, occorre richiamarle e distinguere con chiarezza le disposizioni attualmente in vigore. È opportuno allegare copia dei provvedimenti, così che il giudice possa vedere subito quale regola sia oggi applicabile. Quando la disciplina deriva da più atti, come un accordo omologato seguito da un successivo decreto, vanno ricostruite le modifiche in ordine cronologico.

Se il ricorso riguarda figli, è necessario identificarli in modo completo, indicando almeno nome e cognome, data di nascita e, ove disponibile, codice fiscale, oltre alle informazioni utili sulla residenza abituale e sull’organizzazione di vita attuale. La narrazione dovrebbe chiarire quale sia oggi l’assetto di affidamento, collocamento, frequentazione e cura quotidiana, evitando formule generiche come «il regime non funziona». È più utile descrivere fatti verificabili: cambiamenti nella scuola o nella salute, trasferimenti, nuovi orari di lavoro, difficoltà concrete negli scambi o nell’attuazione delle visite, esigenze maturate con la crescita del figlio e ogni altro elemento pertinente. Nei procedimenti relativi a minorenni, il ricorso deve essere corredato dal piano genitoriale previsto dall’art. 473-bis.12 c.p.c., con indicazione degli impegni e delle attività quotidiane del figlio, come scuola, percorso educativo, attività extrascolastiche, frequentazioni abituali e vacanze normalmente godute. Il contenuto va adattato all’età e alla situazione concreta, senza presentare come certa una soluzione che il giudice deve comunque valutare nell’interesse del minore.

La parte centrale del ricorso deve esporre i fatti in modo cronologico e specifico. Per ogni cambiamento rilevante è utile precisare quando è iniziato, se è stabile o temporaneo, come incide sulla situazione regolata dal provvedimento e quali prove lo confermano. Per esempio, se si chiede di modificare i tempi di permanenza, si può descrivere il calendario attuale, indicare gli episodi o le circostanze che ne rendono problematica l’applicazione e proporre un’organizzazione alternativa concreta, sostenibile e coerente con le esigenze del figlio. Se si domanda una diversa modalità di affidamento o di comunicazione tra i genitori, occorre illustrare le ragioni pratiche della richiesta e non limitarsi a espressioni accusatorie o valutazioni personali.

Quando la domanda riguarda un contributo economico, bisogna indicare l’importo oggi previsto, chi lo versa e chi lo riceve, la periodicità, la decorrenza stabilita nel provvedimento e le eventuali modalità di aggiornamento. Vanno poi descritti i fatti sopravvenuti che giustificano la revisione, come una variazione significativa e documentabile dei redditi, delle condizioni lavorative, delle esigenze del figlio o dei tempi di permanenza presso ciascun genitore. È importante spiegare il collegamento tra la variazione e la somma richiesta, evitando di indicare un nuovo importo senza illustrarne il criterio. Le conclusioni dovrebbero precisare quanto si chiede, da quale data si domanda che la modifica produca effetto e con quali modalità di pagamento. Se pertinente, si possono formulare richieste puntuali anche sull’aggiornamento periodico e sulla ripartizione delle spese straordinarie, chiarendo quali spese si intendono regolare e in quale proporzione. Non si deve presumere che una modifica operi automaticamente dalla data del cambiamento: decorrenza e conseguenze economiche vanno sottoposte al giudice e decise secondo le regole applicabili.

Quando si chiede un contributo di mantenimento, l’art. 473-bis.12 c.p.c. prevede specifici oneri documentali: vanno allegati, nei casi contemplati dalla norma, le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni e la documentazione relativa ai beni immobili e mobili registrati, alle partecipazioni societarie e agli estratti conto bancari e finanziari degli ultimi tre anni. Occorre quindi verificare la documentazione richiesta alla luce delle domande effettivamente proposte e depositarla in modo completo e leggibile. Possono inoltre essere utili, secondo il caso, documenti su retribuzione, perdita o inizio del lavoro, spese mediche o scolastiche, costi delle attività dei figli, pagamenti effettuati e somme rimaste insolute. La documentazione deve sostenere i fatti allegati; non è utile accumulare atti irrilevanti o produrre estratti privi di spiegazione.

La parte in diritto dovrebbe richiamare l’art. 473-bis.29 c.p.c. e collegare la regola alla domanda concreta, senza trasformarsi in una rassegna teorica. Nelle conclusioni si formula in modo preciso ciò che si chiede al tribunale: quali condizioni vigenti si vogliono modificare, quale nuova disciplina si propone e, se del caso, quali domande ulteriori siano connesse alla revisione. È possibile formulare richieste principali e, se davvero utili, alternative, ma ciascuna deve essere comprensibile e realizzabile. Se vi è urgenza, la situazione va descritta e documentata specificamente, indicando perché non sia ragionevole attendere i tempi ordinari; l’esistenza di una domanda di revisione, da sola, non comporta l’adozione automatica di misure urgenti.

Nel ricorso vanno indicate le prove su cui si fondano le domande, distinguendo i documenti dalle eventuali richieste di prova testimoniale o da altri mezzi istruttori. Per ciascun documento è consigliabile indicare il fatto che si intende dimostrare, in modo che il collegamento sia immediato. Se è opportuno che il figlio sia ascoltato, la questione può essere rappresentata al giudice; la disciplina dell’ascolto dipende dall’età, dalla capacità di discernimento e dalle condizioni previste dalla legge, perciò non va trattata come un adempimento automatico in ogni caso.

Il ricorso deve essere sottoscritto dal difensore secondo le modalità del deposito telematico; la procura alle liti viene conferita con le forme previste e allegata al fascicolo. Nei procedimenti di questo tipo è normalmente necessaria l’assistenza di un avvocato. Dopo il deposito, notificazione e termini vanno gestiti secondo il decreto del giudice e le norme processuali applicabili: non è corretto fissare nel ricorso, come se valessero per tutti i casi, termini di costituzione o di comparizione non ancora stabiliti. È quindi essenziale controllare con attenzione il provvedimento che dispone la trattazione e rispettare le indicazioni sulla notifica alle altre parti.

Per rendere il documento utilizzabile, conviene mantenere distinti i fatti, le prove e le richieste, usare date e importi precisi e chiarire ogni sigla o riferimento. Una formulazione efficace può seguire questa logica: «Con il provvedimento del Tribunale di … del … è stato disposto …; dal … è intervenuto il seguente cambiamento …, documentato da …; tale circostanza incide su … per queste ragioni …; si chiede pertanto di sostituire la disposizione … con la seguente modalità …». La frase va completata con i dati reali e adattata alla domanda: non è un modulo valido indistintamente per ogni situazione. Prima del deposito è opportuno verificare la coerenza tra i fatti narrati, i documenti allegati e le conclusioni, oltre alla competenza del tribunale e agli eventuali adempimenti richiesti nel singolo procedimento.

Modello ricorso ex art 473 bis 29 c.p.c.

TRIBUNALE ORDINARIO DI _____
Sezione Persone, Minorenni e Famiglia

RICORSO PER LA REVISIONE DEI PROVVEDIMENTI
ai sensi dell’art. 473-bis.29 c.p.c.

Per

la persona ricorrente , nata a il , codice fiscale , residente in , via n. , elettivamente domiciliata in , via n. , presso lo studio dell’Avv. , codice fiscale , PEC , fax , che la rappresenta e difende in forza di procura alle liti ;

ricorrente

contro

la persona resistente , nata a il , codice fiscale , residente in , via n. , PEC _____;

resistente

Premesso che

  1. La persona ricorrente e la persona resistente sono state unite in matrimonio / hanno costituito una convivenza / sono genitori di , come risulta da .
  2. Dal rapporto sono nati i figli , nati a il , attualmente residenti in .
  3. Con del Tribunale di , pronunciato / emesso in data nel procedimento iscritto al n. R.G., sono state adottate le seguenti disposizioni: _____.
  4. Il provvedimento è divenuto definitivo / è stato dichiarato esecutivo in data , come risulta da .
  5. Le disposizioni attualmente vigenti prevedono, in particolare:
    a) in materia di responsabilità genitoriale, affidamento e collocamento: ;
    b) in materia di frequentazione e permanenza dei figli:
    ;
    c) in materia di contributo al mantenimento dei figli: ;
    d) in materia di mantenimento della persona ricorrente o della persona resistente:
    ;
    e) in materia di assegnazione della casa familiare: ;
    f) in materia di spese straordinarie:
    ;
    g) in materia di : .

  6. Successivamente all’adozione del provvedimento si sono verificati i seguenti mutamenti delle circostanze: _____.
  7. Tali mutamenti sono documentati da e incidono in modo rilevante sulle disposizioni attualmente vigenti, per le seguenti ragioni: .
  8. In particolare, la situazione personale, familiare e abitativa delle parti è attualmente la seguente: _____.
  9. La situazione dei figli, con riguardo alle esigenze personali, scolastiche, sanitarie, relazionali e abitative, è la seguente: _____.
  10. La situazione reddituale e patrimoniale della persona ricorrente è la seguente: _____.
  11. La situazione reddituale e patrimoniale della persona resistente, per quanto conosciuta, è la seguente: _____.
  12. Le spese ordinarie e straordinarie relative ai figli ammontano a e sono ripartite tra le parti secondo le seguenti modalità: .
  13. In data la persona ricorrente ha richiesto alla persona resistente una revisione consensuale delle disposizioni, senza esito / con il seguente esito: .
  14. La revisione richiesta risulta giustificata dai mutamenti sopra esposti e appare necessaria per adeguare le disposizioni alla situazione attuale.

    In diritto

    Ai sensi dell’art. 473-bis.29 c.p.c., quando sopravvengono giustificati motivi, le parti possono chiedere la revisione dei provvedimenti a contenuto economico o relativi all’affidamento dei figli e alle modalità di contribuzione.

    Nel caso di specie, i mutamenti intervenuti dopo l’adozione del provvedimento, e in particolare , costituiscono giustificati motivi per la revisione delle disposizioni indicate nel presente ricorso.

    La competenza di codesto Tribunale sussiste in ragione di .

    Tutto ciò premesso, la persona ricorrente, come sopra rappresentata e difesa,

    chiede

    che l’Ill.mo Tribunale adito, fissata l’udienza di comparizione delle parti e disposto quanto occorre per la notificazione del ricorso e del decreto, voglia:

  15. accertare la sussistenza dei giustificati motivi sopravvenuti esposti nel presente ricorso;
  16. modificare il provvedimento del Tribunale di del , emesso nel procedimento n. R.G., nei seguenti termini:

    a) quanto alla responsabilità genitoriale e all’affidamento dei figli: ;

    b) quanto al collocamento dei figli: ;

    c) quanto ai tempi e alle modalità di frequentazione e permanenza dei figli presso ciascun genitore: ;

    d) quanto alla contribuzione al mantenimento dei figli, porre a carico di un contributo mensile pari a euro , da corrispondersi entro il giorno di ciascun mese, con rivalutazione annuale secondo gli indici , con decorrenza dal ;

    e) quanto alla ripartizione delle spese straordinarie relative ai figli, disporre che ;

    f) quanto al mantenimento della persona ricorrente o della persona resistente, disporre che ;

    g) quanto all’assegnazione della casa familiare, disporre che ;

    h) quanto a , disporre che ;

  17. adottare ogni ulteriore provvedimento ritenuto opportuno nell’interesse dei figli e conforme alla loro situazione attuale;
  18. in presenza dei presupposti di legge e ove ne ricorrano le condizioni, adottare i provvedimenti temporanei e urgenti richiesti, e in particolare disporre che _____;
  19. disporre la decorrenza delle modifiche dalla data _____, o da quella diversa ritenuta di giustizia;
  20. con vittoria di spese e compensi del presente procedimento, oltre rimborso forfettario, IVA e CPA come per legge, ovvero con diversa statuizione ritenuta equa.

    Mezzi di prova e documenti

    La persona ricorrente chiede l’ammissione dei seguenti mezzi di prova: .

    La persona ricorrente indica i seguenti testimoni, sui fatti specificamente articolati nel ricorso: .

    La persona ricorrente chiede, ove necessario, l’acquisizione di e l’adozione di ogni opportuno provvedimento istruttorio in ordine a .

    Si producono:

  21. copia del provvedimento del Tribunale di del , emesso nel procedimento n. _____ R.G.;
  22. attestazione di definitività / esecutività del provvedimento: _____;
  23. documentazione relativa ai mutamenti sopravvenuti: _____;
  24. certificazioni anagrafiche e documentazione relativa ai figli: _____;
  25. dichiarazioni dei redditi relative agli ultimi tre anni: _____;
  26. documentazione relativa a beni immobili, beni mobili registrati, partecipazioni societarie e altre attività patrimoniali: _____;
  27. estratti conto bancari e finanziari relativi agli ultimi tre anni: _____;
  28. documentazione relativa a redditi, spese e obblighi economici: _____;
  29. comunicazioni intercorse tra le parti: _____;
  30. ulteriore documentazione: .

    La persona ricorrente dichiara che la documentazione prodotta è quella disponibile e pertinente ai fini del presente procedimento e si riserva di depositare ulteriore documentazione nei termini di legge.

    Dichiarazione ai fini delle comunicazioni

    La persona ricorrente, ai fini delle comunicazioni e notificazioni relative al presente procedimento, elegge domicilio presso lo studio dell’Avv. , sito in , via n. , e indica il seguente indirizzo PEC: .

    Luogo , data

    Avv.
    Firma

    Procura alle liti

    La persona ricorrente conferisce all’Avv. , del Foro di , procura a rappresentarla e difenderla nel presente procedimento e in ogni sua fase e grado, con ogni facoltà di legge, ivi comprese quelle di conciliare e transigere, rinunciare agli atti e accettare rinunce, farsi sostituire, chiamare terzi, proporre domande ed eccezioni, presentare istanze e impugnazioni, nonché nominare domiciliatari e sostituti processuali.

    La persona ricorrente dichiara di essere stata informata, ai sensi della normativa vigente, della possibilità di ricorrere alla convenzione di negoziazione assistita e agli altri strumenti di risoluzione alternativa delle controversie, nei casi e nei limiti previsti dalla legge, nonché della natura e dell’importanza dell’incarico conferito e delle attività da espletare.

    La persona ricorrente dichiara di avere ricevuto le informazioni relative ai costi prevedibili del procedimento e di avere ricevuto l’informativa sul trattamento dei dati personali.

    Luogo , data

    Firma della persona ricorrente

    Autentica della firma

    Avv.
    Firma

Fac simile risposta a disdetta contratto

La risposta a una disdetta del contratto è una comunicazione scritta con cui si replica alla richiesta di recesso o di cessazione di un rapporto contrattuale. Si utilizza, per esempio, per confermare di aver ricevuto la disdetta, contestarne la validità oppure chiarire la propria posizione.

Compilarla in modo chiaro e completo aiuta a evitare equivoci e a lasciare traccia delle comunicazioni tra le parti. È importante riportare informazioni corrette e formulare la risposta in modo coerente con la situazione e con quanto previsto dal contratto.

Come scrivere risposta a disdetta contratto

La risposta a una disdetta serve a chiarire per iscritto come si intende reagire alla comunicazione ricevuta: può confermarne la ricezione, accettare la cessazione del contratto, contestarne la validità o la data, oppure chiedere chiarimenti e adempimenti. Prima di scriverla, occorre quindi stabilire con precisione quale sia lo scopo della risposta. Non esiste un modello valido per ogni contratto: le informazioni e le dichiarazioni da inserire dipendono dal tipo di rapporto, dalle clausole contrattuali, dal contenuto della disdetta e dalle norme applicabili.

È importante non presumere che la risposta sia sempre necessaria o che, inviandola, si possano modificare i termini della cessazione. Bisogna controllare il contratto e la comunicazione ricevuta, in particolare le clausole su durata, rinnovo, preavviso, modalità di invio e decorrenza della cessazione. Va inoltre verificato se la comunicazione ricevuta sia effettivamente una disdetta alla scadenza o, invece, un recesso anticipato, una risoluzione o un’altra forma di cessazione: termini simili possono avere presupposti ed effetti diversi. Se ci sono dubbi rilevanti sulla validità o sulle conseguenze della comunicazione, può essere opportuno chiedere una valutazione legale prima di dichiarare di accettare o riconoscere determinati fatti.

Il documento dovrebbe essere datato e indirizzato al soggetto che ha inviato la disdetta, usando i recapiti appropriati. Per identificare le parti, è utile indicare il nome o la denominazione completa, l’indirizzo e, quando serve a evitare equivoci, un codice fiscale o una partita IVA. Se una parte agisce tramite un rappresentante, se ne può precisare la qualifica e, quando pertinente, il titolo in base al quale interviene. Non è necessario inserire dati personali non utili a identificare il rapporto o a far recapitare la risposta.

Per collegare la risposta alla comunicazione ricevuta, è opportuno indicarne la data e la data in cui è stata ricevuta, se nota, oltre al mezzo di trasmissione, per esempio PEC o raccomandata. Se presenti, si possono riportare il numero di protocollo, il riferimento o l’oggetto indicato dal mittente. La formula può essere semplice e verificabile: «Con riferimento alla comunicazione di disdetta del [data], ricevuta il [data], relativa al contratto indicato di seguito…». Se la data di ricezione non è certa, è preferibile non presentarla come un dato sicuro.

Occorre poi identificare il contratto a cui la risposta si riferisce, così da non lasciare dubbi sul rapporto interessato. Di norma sono utili la data di stipula, il numero o codice del contratto, l’oggetto del rapporto e, se pertinente, l’indirizzo del bene o del servizio coinvolto. Per esempio, in una risposta relativa a un contratto di locazione potrà essere indicato l’immobile; per un servizio, invece, il numero cliente o la linea interessata, se necessari a identificarlo. Vanno riportati soltanto gli elementi pertinenti al contratto concreto.

Il passaggio centrale è dichiarare in modo esplicito la propria posizione. Se si prende atto della disdetta senza contestarla, si può scrivere, con le necessarie precisazioni: «Prendo atto della comunicazione e della cessazione del contratto alla data da voi indicata, ferma restando la verifica degli adempimenti ancora dovuti da ciascuna parte». Questa formulazione non dovrebbe essere usata se si intende contestare la validità della disdetta o la data indicata. Se si contesta, occorre spiegare in modo circostanziato quale parte della comunicazione si ritiene errata e perché, richiamando, se possibile, la specifica clausola contrattuale, il termine di preavviso o i fatti rilevanti. È più efficace indicare con precisione il punto contestato che limitarsi a scrivere «la disdetta non è valida».

Quando è in discussione la data di cessazione, la risposta dovrebbe distinguere chiaramente la data indicata dal mittente da quella che si ritiene corretta e spiegare su quale base si formula la richiesta o la contestazione. Ad esempio, si può chiedere di confermare la decorrenza applicata oppure precisare che, secondo la propria interpretazione della clausola contrattuale, il rapporto dovrebbe cessare in una data diversa. Non è opportuno presentare come certa una data che dipende da un calcolo del preavviso ancora da verificare. Anche il conteggio dei termini può dipendere dal contratto, dalla data in cui la comunicazione è stata ricevuta e dalle regole applicabili al caso.

Se la risposta riguarda somme da pagare o da restituire, vanno indicate soltanto quelle effettivamente pertinenti: l’importo, la causale, il periodo a cui si riferisce e, se disponibile, il criterio di calcolo. È utile precisare se si tratta di una somma già richiesta, di un importo contestato o di un saldo che si ritiene ancora da definire. Eventuali stime vanno dichiarate come tali, senza trasformarle in importi definitivi. Se si propone un pagamento o si chiede una restituzione, è meglio indicare la scadenza richiesta e, quando utile, il destinatario o le coordinate per il pagamento, facendo attenzione a non includere dati bancari non necessari.

La risposta può anche disciplinare gli aspetti pratici della cessazione, ma solo se rilevanti per quel contratto. A seconda del rapporto, possono essere da concordare o confermare la restituzione di beni, la consegna di chiavi, la chiusura o il trasferimento di un servizio, la lettura di un contatore, una verifica finale o una data per il sopralluogo. È preferibile formulare richieste concrete, indicando l’azione e, se necessario, proponendo una data o chiedendo di concordarla. Non bisogna inserire automaticamente tutte queste condizioni: per esempio, una restituzione materiale è pertinente solo se il contratto comporta la consegna di beni o di un immobile.

Se invece la disdetta è contestata, si può chiedere al mittente di precisarne i motivi, di indicare la clausola su cui la fonda o di fornire documenti utili alla verifica. La richiesta dovrebbe essere chiara e proporzionata al problema, evitando formule vaghe come «si chiede di chiarire la situazione». Si può specificare, ad esempio, quale data, importo o clausola si chiede di confermare. Se si vuole mantenere aperta una riserva, la si può esprimere in modo preciso, chiarendo quali aspetti non si riconoscono o restano da verificare. Una frase generica di riserva non sostituisce però l’indicazione della contestazione concreta e non garantisce, da sola, particolari effetti giuridici.

È utile concludere riepilogando ciò che si chiede al destinatario e indicando il termine entro cui si desidera ricevere una risposta, quando ciò sia ragionevole e pertinente. La risposta dovrebbe distinguere tra fatti, richieste e dichiarazioni: per esempio, riportare prima la data di ricezione della disdetta, poi esporre la propria posizione e infine formulare la richiesta operativa. Il tono dovrebbe rimanere fermo e professionale; espressioni ambigue, accuse non documentate o ammissioni non necessarie possono complicare la ricostruzione dei fatti.

La data e la firma sono normalmente opportune. La firma deve essere apposta dalla persona che invia la risposta o da chi è autorizzato a rappresentarla. Se si invia il documento in forma cartacea, è prudente conservarne una copia firmata; per l’invio elettronico, vanno rispettati i requisiti e le modalità previsti dal contratto o applicabili al caso. La scelta tra PEC, raccomandata o un altro mezzo non è identica per ogni rapporto: occorre controllare se il contratto prescrive una modalità specifica e usare un mezzo che consenta, quando necessario, di documentare invio e ricezione. È importante conservare la prova della trasmissione e degli eventuali allegati.

Gli allegati vanno inseriti soltanto se aiutano a identificare il contratto o a sostenere la posizione esposta. Possono essere pertinenti, a seconda del caso, una copia della disdetta ricevuta, una comunicazione precedente, una ricevuta di pagamento o un documento utile a dimostrare una data o un adempimento. Nel testo è bene richiamarli e denominarli con chiarezza, per esempio scrivendo «si allega copia della ricevuta del pagamento del…». Prima dell’invio, bisogna controllare che ogni allegato sia effettivamente incluso e che non contenga informazioni estranee alla questione.

Una risposta ben costruita, in sintesi, identifica con precisione mittente, destinatario, contratto e comunicazione ricevuta; dichiara senza ambiguità se la disdetta è accolta, contestata o soltanto presa in esame; indica le date e gli importi rilevanti senza dare per certi dati non verificati; espone richieste pratiche e allegati pertinenti; ed è inviata in una forma coerente con il contratto e con l’esigenza di provarne la ricezione. Le formule e gli effetti concreti devono comunque essere adattati al tipo di contratto e alle circostanze, senza presumere che una risposta possa sostituire gli adempimenti o i termini previsti.

Modello risposta a disdetta contratto

Mittente
Nome o ragione sociale:
Indirizzo:

Codice fiscale o partita IVA:
Recapito telefonico:

Indirizzo e-mail o PEC:

Destinatario
Nome o ragione sociale:

Indirizzo:
Codice fiscale o partita IVA:

Indirizzo e-mail o PEC:

Luogo e data:

Oggetto: Riscontro alla disdetta del contratto _____

Spett.le ,

con riferimento alla comunicazione di disdetta ricevuta in data , relativa al contratto , sottoscritto in data tra e , la parte scrivente conferma di averne ricevuto comunicazione.

In merito alla disdetta, la posizione della parte scrivente è la seguente:

Con riferimento alla data di cessazione del rapporto contrattuale, si precisa quanto segue:

Restano ferme le condizioni contrattuali e gli eventuali obblighi maturati fino alla data di efficacia della cessazione, nei limiti previsti dal contratto e dalla normativa applicabile. Gli eventuali adempimenti connessi alla cessazione del rapporto sono i seguenti:

La presente comunicazione non comporta rinuncia a diritti, eccezioni o pretese derivanti dal contratto o dalla normativa applicabile.

Si chiede di confermare per iscritto la ricezione della presente e, ove necessario, di comunicare ogni ulteriore informazione utile alla definizione del rapporto.

Distinti saluti.

Firma:
Nome e cognome o ragione sociale:
Qualifica, se applicabile:

Allegati: _____

Fac simile dichiarazione di avvenuto sopralluogo

La dichiarazione di avvenuto sopralluogo è un documento che attesta che una persona ha visitato un luogo e ne ha preso visione. Può essere richiesta, ad esempio, nelle procedure di gara, prima dell’avvio di lavori o in altre situazioni in cui è necessario verificare direttamente le caratteristiche di un immobile o di un’area.

Compilarla in modo chiaro e completo permette di documentare correttamente la visita e di ridurre il rischio di contestazioni o richieste di integrazione. È quindi importante che le informazioni riportate siano precise e coerenti con quanto avvenuto.

Come scrivere dichiarazione di avvenuto sopralluogo

La dichiarazione di avvenuto sopralluogo serve a documentare che una persona, per conto proprio o di un’organizzazione, ha visitato un immobile, un’area o un luogo di lavoro in una certa data e per uno scopo determinato. Prima di redigerla, è opportuno verificare se il destinatario ha predisposto un modulo o indicato regole specifiche: per esempio, in una procedura di affidamento, l’avviso o la documentazione di gara possono stabilire chi deve effettuare la visita, con quali modalità e quale attestazione presentare. Non esiste un contenuto identico valido in ogni situazione; in assenza di istruzioni particolari, il documento dovrebbe comunque identificare con chiarezza le persone coinvolte, il luogo visitato, la data e l’oggetto del sopralluogo.

Nell’intestazione o nella parte iniziale si indicano il luogo e la data di redazione e il destinatario della dichiarazione, quando è noto. Il destinatario può essere, ad esempio, un ente, una società, un proprietario o un responsabile della procedura. Se la dichiarazione è collegata a una gara, a un contratto, a una richiesta di preventivo o a un altro procedimento, è utile riportarne gli estremi: denominazione o oggetto della procedura, eventuale codice identificativo, numero di riferimento e, se pertinente, lotto o sede interessati. Questi riferimenti devono essere trascritti correttamente dai documenti ricevuti, senza aggiungere codici o identificativi non disponibili.

La persona che rende la dichiarazione va identificata con nome e cognome, luogo e data di nascita, indirizzo o residenza e, se richiesto o utile, codice fiscale. Se ha agito in nome di un’impresa o di un altro soggetto, occorre indicare anche la denominazione, la sede e il ruolo ricoperto, per esempio legale rappresentante, dipendente o delegato. Quando il sopralluogo è stato svolto da un incaricato, è importante distinguere chi ha materialmente partecipato alla visita dal soggetto per conto del quale l’ha effettuata. La delega va menzionata e allegata se prevista dalle istruzioni del destinatario o necessaria per dimostrare il potere di agire; non va data per scontata una specifica forma della delega se non è stata richiesta.

Il luogo visitato deve essere descritto in modo da poterlo riconoscere senza ambiguità. Si possono riportare l’indirizzo, il comune, l’edificio o l’area, l’unità o il lotto interessato e, quando serve, il riferimento a un piano, a un reparto o a un accesso specifico. Se il sopralluogo ha riguardato più luoghi, è preferibile nominarli tutti oppure richiamare un allegato descrittivo sufficientemente preciso. Espressioni generiche come “presso la sede” possono risultare inadeguate se il destinatario gestisce più sedi o se la visita riguardava una sola parte dell’immobile.

La data del sopralluogo va distinta dalla data in cui viene firmata la dichiarazione. Se utile per identificare l’accesso o l’appuntamento, si può indicare anche l’orario, soprattutto quando la visita si è svolta in una fascia stabilita o ha interessato più aree. La formula dovrebbe specificare che la visita è stata effettivamente eseguita, da chi e presso quale luogo, ad esempio: «Il/La sottoscritto/a dichiara di avere effettuato in data … il sopralluogo presso …, nell’ambito di …». Se la visita è avvenuta alla presenza di un referente, si possono aggiungere il suo nome e la sua funzione, purché siano stati verificati.

È importante descrivere lo scopo del sopralluogo senza attribuire alla visita effetti che non ha avuto. Può trattarsi della presa visione dei luoghi in vista di un’offerta, dell’esame preliminare di un immobile o della verifica di condizioni rilevanti per un intervento. Se il destinatario richiede soltanto la prova della presenza, è sufficiente attestare l’avvenuta visita e non occorre formulare valutazioni tecniche. Se invece è utile documentare ciò che si è potuto osservare, la descrizione deve restare circoscritta ai fatti effettivamente rilevati, indicando eventuali limitazioni, aree non accessibili o informazioni non verificate. La dichiarazione non dovrebbe presentare come certe misure, caratteristiche strutturali o condizioni tecniche che non sono state accertate.

Una formulazione prudente può precisare che la visita ha consentito di prendere visione dei luoghi nei limiti delle aree rese accessibili e delle informazioni disponibili in quella circostanza. Eventuali osservazioni, rilievi o riserve possono essere aggiunti soltanto se pertinenti e descritti con precisione. Non è consigliabile inserire dichiarazioni generiche di piena conoscenza, accettazione incondizionata dei luoghi o rinuncia a contestazioni, salvo che siano espressamente richieste da un documento applicabile e siano state comprese e valutate. L’attestazione dell’avvenuto sopralluogo, da sola, non equivale necessariamente a una certificazione della conformità dei locali né all’accettazione di obblighi contrattuali.

Importi, prezzi, termini di pagamento e condizioni economiche normalmente non sono necessari in una dichiarazione che si limita a documentare la visita. Possono comparire solo se il sopralluogo è inserito in un procedimento o in un atto che richiede espressamente tali dati, oppure se sono indispensabili per identificare il rapporto cui la dichiarazione si riferisce. Analogamente, eventuali scadenze o termini vanno riportati solo quando servono a individuare una procedura o sono richiesti dal destinatario; non è opportuno inventare una data di validità della dichiarazione o attribuirle una durata non stabilita.

La dichiarazione deve chiarire chi attesta il fatto. Se è redatta e sottoscritta dalla persona che ha effettuato la visita, può essere formulata in prima persona, ad esempio: «Dichiaro che in data … ho effettuato il sopralluogo presso …». Se invece si tratta di un’attestazione rilasciata dal soggetto che ha organizzato o accompagnato la visita, è preferibile che sia quest’ultimo a dichiarare che la persona identificata si è presentata ed è stata accompagnata nei luoghi indicati. Quando le istruzioni richiedono entrambe le conferme, possono firmare sia il partecipante sia il referente incaricato, specificando accanto a ciascuna firma il relativo ruolo. La firma di un accompagnatore, da sola, non dovrebbe essere presentata come prova di un’attestazione rilasciata dall’ente, a meno che tale persona sia autorizzata a farlo.

In chiusura si inseriscono il luogo e la data della sottoscrizione, la firma leggibile e, se necessario, il nome in stampatello e la funzione del firmatario. Se il documento è sottoscritto per un’organizzazione, la firma dovrebbe essere apposta da una persona che possa rappresentarla o che sia autorizzata secondo le istruzioni applicabili. Il timbro aziendale può essere aggiunto quando previsto o utile, ma non va considerato automaticamente indispensabile. Per l’invio digitale occorre attenersi al formato e alle modalità accettati dal destinatario, verificando se sia richiesta una firma autografa, una firma digitale o una copia del documento firmato.

Gli allegati devono essere limitati a quelli pertinenti e richiesti. Possono essere utili, a seconda del caso, la delega, una copia dell’attestazione rilasciata dal referente, la convocazione al sopralluogo o un documento di identificazione quando il destinatario lo richiede. Se si allegano fotografie, planimetrie o verbali, è opportuno nominarli nella dichiarazione e indicare che costituiscono allegati; le immagini, in particolare, dovrebbero essere pertinenti e raccolte o condivise nel rispetto delle regole applicabili al luogo e della riservatezza delle persone. È meglio non includere dati personali o documenti non necessari.

Prima di firmare e trasmettere il documento conviene controllare che i nomi, i riferimenti della procedura, l’indirizzo, la data della visita e la qualità del firmatario coincidano con quelli risultanti dagli atti o dalle informazioni ricevute. La dichiarazione deve essere comprensibile anche separatamente da eventuali comunicazioni precedenti: chi la legge dovrebbe poter identificare senza dubbi chi ha visitato quale luogo, quando, per quale ragione e in quale veste, oltre a capire chi sta attestando l’avvenuta visita.

Modello dichiarazione di avvenuto sopralluogo

DICHIARAZIONE DI AVVENUTO SOPRALLUOGO

Destinatario


Oggetto:
Riferimento della procedura, pratica o intervento:

Il/La sottoscritto/a , nato/a a il , codice fiscale , residente in , via/piazza , n. ,

in qualità di
dell’impresa/ente
, con sede in , codice fiscale/partita IVA ,

DICHIARA

  • di aver effettuato in data , alle ore , il sopralluogo presso , sito in ;
  • di aver visitato le aree e gli spazi oggetto del sopralluogo, nei limiti di quanto reso accessibile;
  • di aver preso visione dello stato dei luoghi e delle condizioni rilevabili al momento della visita, ai fini di _____;
  • di aver ricevuto le informazioni e le indicazioni fornite durante il sopralluogo, nei limiti di quanto comunicato;
  • di aver avuto la possibilità di formulare richieste di chiarimento e di aver preso nota degli elementi ritenuti utili per le finalità sopra indicate;
  • che il sopralluogo è stato effettuato personalmente oppure, in caso di rappresentanza, in nome e per conto di , in forza di .

    Eventuali accompagnatori o ulteriori partecipanti:

    Eventuali osservazioni o circostanze rilevanti:

    La presente dichiarazione attesta l’avvenuta effettuazione del sopralluogo e non sostituisce eventuali ulteriori documenti, verifiche o adempimenti previsti per la specifica procedura o attività.

    Luogo , data

    Firma del/della dichiarante

    Eventuale attestazione dell’ente o soggetto presso cui è stato effettuato il sopralluogo

    Il/La sottoscritto/a , in qualità di , attesta che il sopralluogo sopra indicato si è svolto in data presso .

    Luogo , data _____

    Firma del soggetto attestante


Fac simile istanza di vendita autoveicolo

L’istanza di vendita di un autoveicolo è una richiesta formale con cui si domanda all’autorità competente l’autorizzazione a vendere un veicolo, quando la vendita è soggetta a un permesso o a una procedura specifica. Serve a esporre la richiesta e a identificare con chiarezza il mezzo interessato.

Viene utilizzata, per esempio, quando l’autoveicolo appartiene a un minore o a una persona sottoposta a tutela o amministrazione di sostegno e occorre l’autorizzazione del giudice. Compilarla in modo chiaro e completo facilita la valutazione della richiesta e può evitare ritardi o domande di integrazione.

Come scrivere istanza di vendita autoveicolo

L’espressione «istanza di vendita di autoveicolo» non identifica un modulo valido per ogni situazione. Di solito indica una richiesta rivolta a un’autorità giudiziaria per ottenere l’autorizzazione a vendere un veicolo appartenente a una persona rappresentata o sottoposta a tutela, oppure a un patrimonio amministrato. In altri casi, per esempio se l’auto è sottoposta a sequestro, pignoramento o altra procedura concorsuale, si applicano regole e destinatari diversi. Prima di redigere l’istanza occorre quindi verificare chi è il proprietario, in quale veste agisce chi presenta la richiesta e quale autorità è competente. Se il veicolo appartiene a una persona adulta pienamente capace e non è soggetto a vincoli, in genere non occorre un’istanza: si procede alla vendita e al passaggio di proprietà secondo le regole ordinarie.

Quando l’istanza serve a chiedere un’autorizzazione, deve indicare con chiarezza l’ufficio destinatario, ad esempio il giudice tutelare competente, e la procedura o il fascicolo a cui si riferisce, se già esistenti. È utile riportare il numero di ruolo o gli estremi del provvedimento di nomina, quando disponibili. Nell’intestazione e nel testo vanno identificati chi presenta l’istanza e la persona cui appartiene il veicolo, specificando i dati necessari — nome e cognome, luogo e data di nascita, residenza e codice fiscale — e la qualità in cui il richiedente agisce, come tutore, genitore, amministratore di sostegno o curatore. Non basta dichiarare genericamente di essere un familiare: la legittimazione deve risultare dal provvedimento o dai documenti pertinenti. Se l’amministratore di sostegno ha poteri delimitati dal decreto di nomina, occorre verificare che la vendita rientri nei suoi poteri o richieda un’autorizzazione ulteriore.

La richiesta deve descrivere il veicolo in modo da renderlo identificabile senza ambiguità. Sono normalmente utili marca e modello, targa, numero di telaio e, se del caso, anno di immatricolazione, chilometraggio rilevato e condizioni generali. Va indicato chi ne risulta proprietario e se la titolarità è piena o limitata a una quota. Se risultano fermi amministrativi, ipoteche, vincoli, sequestri, finanziamenti o altri gravami, la situazione va esposta con precisione, senza affermare che il mezzo ne è libero se non è stato verificato. I dati si possono ricavare dal Documento Unico di circolazione e di proprietà o, per i documenti più risalenti, dalla documentazione disponibile, oltre che da una visura al PRA quando utile.

Il punto centrale è spiegare perché la vendita è opportuna e conforme all’interesse della persona o del patrimonio rappresentato. Le ragioni possono essere, a seconda del caso, il costo di assicurazione, manutenzione o rimessaggio, l’inutilizzo del mezzo, il suo deterioramento oppure la necessità di preservare o utilizzare il ricavato. La motivazione dovrebbe essere concreta e coerente con la situazione documentata. Formule generiche come «si chiede di vendere l’automobile perché non serve» sono meno efficaci di una spiegazione che indichi, per esempio, da quanto tempo il veicolo è inutilizzato, quali costi comporta e perché conservarlo non sarebbe conveniente.

È importante precisare che cosa si chiede all’autorità. Se l’acquirente è già stato individuato, l’istanza può indicarne i dati identificativi e riportare l’offerta ricevuta, specificando prezzo, modalità di pagamento ed eventuali condizioni. Se non è ancora individuato, si può domandare l’autorizzazione a procedere alla vendita a un prezzo non inferiore a una soglia motivata, oppure secondo le modalità che l’autorità riterrà appropriate. Non è opportuno presentare come già conclusa una vendita che deve ancora essere autorizzata. Una formulazione possibile è: «Il sottoscritto chiede di essere autorizzato a vendere l’autoveicolo descritto, alle condizioni indicate, destinando il ricavato nell’interesse di [nome della persona] e rendicontando l’operazione secondo le disposizioni ricevute». La frase va adattata alla procedura e ai poteri del richiedente.

Il prezzo proposto deve apparire ragionevole. È utile indicare come è stato determinato, facendo riferimento, per esempio, a una valutazione di un concessionario, a un’offerta scritta, a una perizia o a confronti di mercato per veicoli analoghi, tenendo conto di chilometraggio, età, stato d’uso e riparazioni necessarie. Se si propone un prezzo inferiore a quello di mercato, occorre spiegare il motivo, come guasti rilevanti o urgenza di liberare un deposito oneroso. Vanno menzionate anche le spese direttamente connesse alla vendita, se conosciute, e chiarito se il prezzo indicato è lordo o se si tratta di una somma al netto di costi documentati. Per rendere verificabile l’operazione, è preferibile indicare il pagamento con modalità tracciabile e specificare dove sarà versato o conservato il ricavato, rispettando le eventuali prescrizioni dell’autorità.

L’istanza dovrebbe inoltre chiarire se la proposta è subordinata all’autorizzazione, quando questa è necessaria, e se vi sono condizioni rilevanti per la vendita, come il pagamento integrale prima del trasferimento o la vendita nello stato d’uso descritto. Non occorre inserire clausole da contratto se si sta chiedendo soltanto un’autorizzazione: l’istanza non sostituisce l’atto di compravendita né il passaggio di proprietà. Se esiste già un’offerta, è utile precisare per quanto tempo resta valida, quando è stata formulata e se l’acquirente ha richiesto condizioni particolari. Eventuali termini o modalità imposti dal giudice o dall’autorità vanno poi rispettati; non esiste un termine universale da inserire in ogni istanza.

Gli allegati devono sostenere i fatti dichiarati e variano secondo la procedura. Possono essere pertinenti il provvedimento di nomina o il decreto che definisce i poteri del richiedente, i documenti identificativi, la documentazione del veicolo, una visura PRA, la valutazione del mezzo, fotografie o preventivi di riparazione, l’offerta dell’acquirente e i documenti relativi a eventuali costi o vincoli. Non è necessario allegare indiscriminatamente ogni documento disponibile: è meglio includere quelli che dimostrano la titolarità, la legittimazione, il valore, le condizioni del veicolo e la convenienza della vendita. Se l’autorità o la cancelleria mette a disposizione moduli o indicazioni specifiche, occorre fare riferimento a quelli.

In chiusura si indicano il luogo e la data di redazione e si appone la firma del richiedente, nella forma richiesta per il deposito. Se la presentazione avviene tramite un difensore o con modalità telematiche, si seguono le relative regole di sottoscrizione e deposito. Gli allegati possono essere richiamati nel testo in modo che sia chiaro quale documento sostiene ciascuna informazione. Prima del deposito conviene controllare che targa e telaio coincidano in tutti i documenti, che il prezzo richiesto sia lo stesso nel testo e negli allegati e che la domanda finale specifichi senza equivoci quale autorizzazione si chiede.

Se l’autoveicolo è invece pignorato, sequestrato, in custodia giudiziaria o compreso in una procedura concorsuale, non si deve presumere che la vendita possa essere autorizzata con la semplice istanza descritta sopra. In quei casi l’istanza va indirizzata al soggetto competente secondo la procedura e può dover rispettare forme, modalità di stima e condizioni di vendita specifiche. Anche nelle successioni, la necessità di un’autorizzazione dipende dal ruolo di chi agisce, dalla situazione degli eredi e dalle eventuali procedure in corso. Questi elementi vanno verificati prima di utilizzare un facsimile, perché cambiano sia il destinatario sia il contenuto della richiesta.

Modello istanza di vendita autoveicolo

ISTANZA CONGIUNTA E SCRITTURA PRIVATA DI VENDITA DI AUTOVEICOLO

All’Ufficio competente per il trasferimento di proprietà

I sottoscritti:

Parte venditrice
Nome e cognome o denominazione:
Nata/o a / con sede in:
il:
Codice fiscale o partita IVA:

Residente o con sede in:
Indirizzo:

Documento di identità: n.:
Rilasciato da: il:
In persona di chi la rappresenta, se applicabile:
Codice fiscale della persona rappresentante:

e

Parte acquirente
Nome e cognome o denominazione:
Nata/o a / con sede in:
il:
Codice fiscale o partita IVA:

Residente o con sede in:
Indirizzo:

Documento di identità: n.:
Rilasciato da: il:
In persona di chi la rappresenta, se applicabile:
Codice fiscale della persona rappresentante:

premesso che

  • la parte venditrice dichiara di essere proprietaria dell’autoveicolo descritto nel presente atto e di avere titolo per disporne;
  • la parte acquirente dichiara di voler acquistare il medesimo autoveicolo;convengono e stipulano quanto segue.

    1. Oggetto della vendita

    La parte venditrice vende alla parte acquirente, che acquista, il seguente autoveicolo:

  • Marca: _____
  • Modello: _____
  • Targa: _____
  • Numero di telaio: _____
  • Numero di carta di circolazione: _____
  • Data di prima immatricolazione: _____
  • Cilindrata: _____
  • Alimentazione: _____
  • Chilometraggio dichiarato alla data della vendita: _____
  • Altri dati identificativi: _____

    2. Prezzo e pagamento

    Il prezzo concordato per la vendita è di euro , in lettere .

    Il pagamento avviene con le seguenti modalità: .

    La parte venditrice dichiara di avere ricevuto alla data del presente atto euro e che resta da versare l’importo di euro entro il , con le modalità sopra indicate.

    3. Stato dell’autoveicolo

    La parte acquirente dichiara di avere visionato l’autoveicolo e di averne verificato lo stato d’uso, salvo quanto previsto dalla legge.

    Le parti dichiarano che lo stato dell’autoveicolo e gli eventuali difetti o danni noti sono i seguenti: _____.

    Restano fermi i diritti e le garanzie previsti dalla legge.

    4. Dichiarazioni della parte venditrice

    La parte venditrice dichiara che, alla data del presente atto, l’autoveicolo è libero da vincoli, gravami e diritti di terzi, salvo quanto qui indicato: _____.

    La parte venditrice dichiara inoltre che i dati identificativi dell’autoveicolo riportati nel presente atto corrispondono a quelli risultanti dai documenti disponibili.

    5. Consegna

    La consegna dell’autoveicolo avviene il alle ore , presso .

    Alla consegna sono trasferiti alla parte acquirente il possesso dell’autoveicolo e i seguenti documenti, chiavi e accessori: .

    Dalla consegna, la parte acquirente assume la responsabilità per la custodia e l’utilizzo dell’autoveicolo, fatti salvi gli obblighi e le responsabilità previsti dalla legge.

    6. Trasferimento di proprietà e formalità

    Le parti chiedono che siano eseguite le formalità necessarie per il trasferimento di proprietà dell’autoveicolo e per il conseguente aggiornamento dei registri e dei documenti previsti dalla normativa vigente.

    Le parti si impegnano a presentarsi, ove necessario, presso gli uffici competenti e a sottoscrivere gli atti richiesti. Le firme sul presente atto saranno autenticate quando previsto dalla legge.

    7. Spese

    Le spese relative al trasferimento di proprietà e agli adempimenti conseguenti sono a carico della parte acquirente, salvo diverso accordo scritto: _____.

    8. Dichiarazioni finali

    Le parti dichiarano di avere letto il presente atto, di averne compreso il contenuto e di approvarne tutte le clausole.

    Il presente atto è redatto in esemplari, uno per ciascuna parte e uno per gli adempimenti necessari.

     

Luogo:
Data:

La parte venditrice
Firma:

La parte acquirente
Firma: _____

Eventuale autenticazione delle firme

Ufficio o soggetto autenticante:
Luogo:

Data:

Firma e timbro:

Fac simile preventivo certificazione energetica

Redigere un preventivo per la certificazione energetica non è soltanto un esercizio di calcolo dei costi: è il primo documento che instaura fiducia tra il professionista e il cliente, chiarisce responsabilità e delimita il perimetro dell’intervento. In questa guida, con approccio pratico e operativo, ti accompagno passo dopo passo nella costruzione di un preventivo chiaro, completo e conforme alla normativa, evidenziando le voci indispensabili (sopralluogo, rilevazioni, elaborazione dati, emissione dell’APE, eventuali verifiche aggiuntive), le modalità di presentazione, e le formule di formulazione che facilitano la comprensione da parte del committente. Troverai consigli su come quantificare tempi e oneri, gestire le variabili tecniche, inserire clausole di responsabilità e condizioni di pagamento, oltre a modelli di wording che puoi adattare al tuo studio professionale. L’obiettivo è fornirti uno strumento operativo che riduca i fraintendimenti, protegga il tuo lavoro e renda più competitiva e trasparente l’offerta commerciale.

Come scrivere un preventivo certificazione energetica

In un preventivo per la certificazione energetica è fondamentale fornire una descrizione chiara e completa dell’oggetto dell’incarico e delle condizioni alle quali il prezzo si riferisce, in modo che il committente comprenda esattamente cosa viene offerto e quali obblighi nascono da entrambe le parti. Occorre quindi identificare con precisione il committente (nome, indirizzo, recapiti), la proprietà oggetto della prestazione (indirizzo completo, eventuali dati catastali quali foglio, particella e subalterno, tipologia dell’unità immobiliare) e lo scopo della richiesta: se si tratta di redazione del solo Attestato di Prestazione Energetica (APE) ai fini di compravendita o locazione, se è richiesta anche una diagnosi energetica dettagliata, se si richiede la registrazione dell’APE presso il portale regionale o la trasmissione al catasto energetico, o se la certificazione deve essere integrata con rilievi planimetrici, rilievo termografico o sopralluoghi multipli.

Nel corpo della proposta deve essere esplicitato l’ambito operativo e le attività incluse: sopralluogo e rilievo in loco, raccolta e verifica della documentazione fornita dal cliente (estratti catastali, impiantistica, libretto di centrale, fatture di lavori, certificazioni degli impianti), elaborazione dei dati e calcolo secondo la normativa vigente e la metodologia adottata, redazione dell’APE con eventuale relazione tecnica e proposte di intervento per miglioramento delle prestazioni energetiche, consegna del prodotto finale in formato elettronico e cartaceo, nonché la registrazione presso gli organismi regionali competenti se prevista. È utile indicare nel preventivo quali documenti saranno necessari da parte del committente per evitare equivoci e per specificare che eventuali integrazioni o imprecisioni comporteranno variazioni di prezzo o ritardi nell’erogazione del servizio.

Devono essere chiaramente definite le modalità di sopralluogo: tempi stimati per l’ispezione in loco, chi dovrà essere presente per l’apertura di eventuali locali tecnici, la necessità di accessi a sottotetti, cantine o vani tecnici, e l’eventuale obbligo di fornire planimetrie o schemi impiantistici. Nel preventivo vanno anche precisati i criteri e le norme tecniche adottate per il calcolo (riferimento alla normativa nazionale e regionale applicabile, ai principali decreti e alle norme tecniche UNI/CTI o altri riferimenti tecnici pertinenti), con la dichiarazione che la certificazione sarà redatta nel rispetto della normativa vigente e che eventuali aggiornamenti normativi intervenuti dopo l’accettazione del preventivo potranno comportare adeguamenti al contenuto e al costo del servizio.

La sezione economica del preventivo richiede una descrizione trasparente del prezzo complessivo e della sua composizione. È opportuno distinguere tra onorario professionale per la prestazione, costi accessori come spese di trasferta, eventuali diritti di segreteria o costi per l’iscrizione/registrazione dell’APE presso il portale regionale, spese per rilievi strumentali particolari (termografia, prova di tenuta, analisi in loco), e l’IVA applicabile. Vanno specificati i termini di pagamento, eventuali acconti richiesti alla sottoscrizione dell’incarico, modalità di pagamento accettate, scadenze e penali per ritardo, nonché la validità temporale del preventivo stesso (ad esempio numero di giorni entro i quali il prezzo è garantito). Se si prevedono correzioni successive, sopralluoghi aggiuntivi o integrazioni alla documentazione, il preventivo dovrebbe indicare come saranno fatturati tali servizi e in quali casi si procede a una revisione dei costi.

Gli aspetti contrattuali e le condizioni generali devono apparire esplicitati e comprensibili: responsabilità e limiti della prestazione (ad esempio rilievi non invasivi e possibili incertezze legate a dati non forniti o non verificabili), obblighi del committente nel fornire documentazione corretta e completa, diritti di recesso e condizioni per la cancellazione di appuntamenti o risoluzione dell’incarico, nonché garanzie e tempi per eventuali richieste di modifica o rettifica dell’APE per cause imputabili all’operatore. È importante includere la dichiarazione delle qualificazioni professionali del soggetto incaricato: numero e tipo di abilitazione o iscrizione a registri professionali o elenchi regionali, esperienza specifica nel settore, polizza assicurativa professionale a copertura di eventuali responsabilità, e eventuale referente tecnico per l’incarico.

La descrizione dei prodotti consegnati al termine della prestazione deve essere dettagliata: indicare se la fornitura comprenderà l’APE in formato digitale e in copia cartacea, la relazione tecnica contenente i dati di calcolo e le ipotesi adottate, gli eventuali allegati obbligatori per legge, l’elenco degli interventi suggeriti con stime indicative dei risparmi energetici, e la comunicazione formale all’acquirente o locatore qualora prevista. Vanno specificati i tempi stimati per ciascuna fase, dal sopralluogo alla consegna definitiva, compresi i tempi per l’eventuale registrazione telematica e il rilascio del codice identificativo dell’APE. Infine, il preventivo dovrebbe chiarire le modalità di tutela dei dati personali raccolti durante l’attività, specificare a chi saranno consegnati i documenti e chiarire i diritti di utilizzo e deposito del materiale tecnico prodotto, con eventuali clausole di riservatezza e la cessione dei diritti d’uso del documento al committente al saldo della fattura. Chiudere il preventivo con le istruzioni per l’accettazione e la sottoscrizione dell’offerta, indicando i recapiti per comunicazioni e per programmare il sopralluogo, facilita la formalizzazione dell’incarico e riduce i tempi di esecuzione.

Modello preventivo certificazione energetica

Preventivo per Certificazione Energetica (APE)

Numero preventivo: _____________
Data: _____________

Dati dell’impresa/tecnico incaricato
– Ragione sociale / Nome e Cognome: _____________
– Partita IVA / Codice fiscale: _____________
– Indirizzo sede legale / studio: _____________
– Telefono: _____________
– Email: _____________
– Responsabile tecnico: _____________
– Iscrizione albo / certificazioni: _____________

Dati del cliente
– Nome e Cognome / Ragione sociale: _____________
– Codice fiscale / Partita IVA: _____________
– Indirizzo di riferimento: _____________
– Telefono: _____________
– Email: _____________

Dati immobile oggetto della prestazione
– Indirizzo immobile: _____________
– Comune: _____________
– Provincia: _____________
– Foglio/Particella/Subalterno (se applicabile): _____________
– Tipologia immobile (es. appartamento, villa, ufficio): _____________
– Superficie utile/lordo (m²): _____________
– Numero vani/locali: _____________
– Piano/stato: _____________
– Anno di costruzione (se noto): _____________

Oggetto del preventivo
– Prestazione: Redazione Attestato di Prestazione Energetica (APE) e verifica documentale: _____________
– Eventuali prestazioni aggiuntive (es. diagnosi energetica, calcolo dettagliato, sopralluogo aggiuntivo, rilievo planimetrico): _____________

Descrizione dettagliata delle attività incluse
– Sopralluogo tecnico per rilievo e verifica impianti: _____________
– Raccolta ed esame della documentazione tecnica esistente: _____________
– Calcoli e modellazione secondo normativa vigente: _____________
– Redazione e rilascio APE firmato digitalmente: _____________
– Registrazione/pratica presso il portale regionale/PA competente: _____________
– Consegna documentazione in formato cartaceo e digitale: _____________

Tempi di esecuzione
– Data/termine sopralluogo: _____________
– Tempo stimato per rilascio APE dalla consegna documentazione completa: _____________ giorni
– Termini particolari: _____________

Prezzi e modalità di fatturazione
– Costo sopralluogo: _____________ EUR
– Costo redazione APE (incluso registrazione): _____________ EUR
– Eventuali costi accessori (spostamenti, fotocopie, questure, diritti di segreteria): _____________ EUR
– Sconto applicato (se previsto): _____________ %
– Totale servizi (esente IVA / IVA inclusa): _____________ EUR
– IVA (%): _____________
– Totale preventivo (IVA inclusa): _____________ EUR
– Modalità di pagamento: _____________
– Acconto alla firma (se richiesto): _____________ EUR
– Saldo alla consegna: _____________ EUR

Validità del preventivo
– Validità offerte: _____________ giorni dalla data del presente preventivo
– Eventuali variazioni di prezzo in presenza di varianti o documentazione mancante: _____________

Documentazione necessaria da fornire dal cliente
– Planimetria catastale: _____________
– Certificato di proprietà / delega: _____________
– Documentazione impianti (libretto caldaia, certificazioni impianto): _____________
– Documentazione opere di ristrutturazione precedenti (se presenti): _____________
– Altro (specificare): _____________

Condizioni generali
– Il presente preventivo comprende esclusivamente le prestazioni sopra indicate salvo diverso accordo scritto: _____________
– Eventuali sopralluoghi aggiuntivi o integrazioni saranno fatturati a parte: _____________
– Responsabilità e limiti: _____________
– Privacy e trattamento dati personali ai sensi di legge: _____________

Accettazione del preventivo
Il sottoscritto/La sottoscritta dichiara di accettare il presente preventivo e le condizioni ivi riportate.

– Luogo e data: _____________
– Nome cliente: _____________
– Firma cliente: _____________

Per l’impresa/tecnico incaricato
– Nome e Cognome / Ragione sociale: _____________
– Firma e timbro: _____________
– Data: _____________

Note finali
– Note aggiuntive: _____________