Benchmark Finanziario – In Cosa Consiste

Il benchmark è un termine di riferimento utilizzato per confrontare il rendimento di uno strumento finanziario, o di un portafoglio di strumenti finanziari, con una performance ideale predisposta da terzi soggetti sulla base delle potenzialità che gli stessi strumenti finanziari o il portafoglio degli stessi strumenti finanziari dovrebbero essere in grado di esprimere durante un arco temporale previsto, generalmente pari a un anno solare.

Stando alla definizione che abbiamo utilizzato in apertura di questo breve approfondimento, il benchmark dovrebbe divenire una sorta di “bussola” in grado di guidare l’investitore nel conseguimento di un risultato atteso. Il benchmark diventa di fatti un obiettivo potenziale che lo strumento finanziario “dovrebbe” conseguire in un periodo di tempo delimitato.

Risulta essere a questo punto che sorgono, tuttavia, i principali problemi interpretativi. Il benchmark viene infatti realizzato da soggetti terzi rispetto, ad esempio, al gestore del fondo, e la sua costruzione avviene sulla base di analisi e parametri scelti di volta in volta in maniera parzialmente soggettiva.

Anche ignorando le sopravvenienze che potrebbero accadere nel corso del periodo di tempo esaminato, ne consegue che molto spesso i benchmark pongono degli obiettivi sensibilmente differenti dalle reali potenzialità degli strumenti finanziari, con la conseguenza di deprimere i confronti tra le attese e quanto concretamente verificato.

Nonostante il suo semplice valore indicativo, il benchmark è divenuto un elemento obbligatorio all’interno del prospetto informativo di un fondo comune di investimento, stando a quanto voluto dalla Consob.

Da quanto sopra emerge, pertanto, la volontà da parte della Commissione di rendere maggiormente trasparente l’offerta dei fondi, e stimolare nel contempo la prestazione degli stessi gestori degli strumenti finanziari.

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