Differenze tra un Conto Deposito Ibrido e un Conto Deposito Vincolato

I conti deposito, ad oggi, continuano a rappresentare la forma più conveniente e sicura di rendimento per i propri risparmi, ed anche una delle soluzioni più flessibili a cui si può far ricorso, senza doversi preoccupare di ciò che accadrebbe nel caso si dovessero verificare degli imprevisti che potrebbero portare alla necessità di effettuare un disinvestimento.

Tutti questi aspetti rendono i conti deposito più vantaggiosi rispetto ai Titoli di Stato, come i Bot a 3 o 6 mesi, e dei pronti contro termine. In più l’aspetto della flessibilità è stato recentemente implementato grazie all’introduzione di una nuova tipologia di conti deposito, che si sono affiancati a quelli liberi e vincolati, ovvero i depositi “ibridi”.

Le differenze tra queste tre categorie di conti deposito sono nette e ben delineate per quanto riguarda i conti deposito liberi e quelli vincolati, mentre si passa a delle linee di demarcazione appena percettibili per quanto riguarda invece i conti deposito ibridi, così definiti proprio perché cercano di cogliere i vantaggi di entrambe le altre soluzioni.

I conti deposito , indipendentemente dalla loro classificazione, hanno lo scopo di garantire una gestione semplice dei propri risparmi, assicurando un livello minimo di rendimento che generalmente aumenta a seconda della durata del vincolo e a volte della cifra investita.

Conti deposito liberi: poco remunerativi, ma facili da gestire
Quindi nei conti deposito liberi si ha la possibilità di usufruire delle somme depositate in qualsiasi momento, con l’applicazione di un basso tasso di interesse (mediamente intorno all’1% lordo), rinunciando alla tipica operatività dei conti correnti, anche se è cresciuto il numero delle banche che consente di associare al conto anche uno strumento di pagamento come il classico bancomat.

Si tratta di uno strumento utile, per “parcheggiare” somme per le quali già si sa l’impiego che verrà fatto in un orizzonte temporale breve, o per accantonare delle somme in attesa di decidere come impiegarle o investirle.

I conti deposito vincolati: considerare il rapporto “durata-rendimento”
I conti deposito vincolati impongono la scelta della durata del vincolo che in media varia da un minimo di due mesi a un massimo di 36 mesi. Il principio di fondo è molto semplice: per far accettare la condizione di non poter disporre delle somme per tutta la durata del vincolo, la banca è disposta ad applicare un sistema di tassi di interesse a credito crescenti (ovvero maggiore è la durata del vincolo e maggiore sarà il tasso applicato), ma bisogna fare attenzione al rapporto tra questa durata e il relativo rendimento collegato.

Infatti nella maggior parte dei casi, il miglior rapporto “qualità/prezzo” non riguarda né la durata minima e né quella massima, ma, tranne qualche eccezione, si concentra nelle durate di 18 mesi.

Oggi quasi tutte le banche non applicano più penali a carico di coloro che per necessità decidono di rescindere il vincolo con anticipo, anche se nella maggioranza dei casi non si potrà usufruire del tasso di interesse maturato fino a quel momento, ma verrà automaticamente applicato il tasso del conto deposito libero, come se non fosse mai stato sottoposto a vincolo.

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