Come Investire in Ethereum

Investire in Ethereum, questo è il trend degli ultimi mesi. Abbiamo già parlato di Ethereum e delle caratteristiche di questa incredibile criptovaluta, ma la maniera in cui essa sta accrescendo il proprio valore è strabiliante anche per il più esperto in materia di investimenti.

Affrontiamo quindi l’ipotesi di investire in Ethereum cercando di districarci nella giungla delle mille piattaforme disponibili e provando a evitare il solito SCAM che tende a crearsi intorno a ogni progetto di successo. Peró, prima di procedere, è bene essere a conoscenza del “problemino” (se così vogliamo chiamarlo) di sicurezza che ha affrontato Ethereum nel 2016 e di come è stato gestito in pochissimi giorni.

Investire in Ethereum? Si, ma prima occupiamoci del DAO
A Giugno 2016 Ethereum ha subito un attacco da un Hacker “misterioso” che ha sfruttato una falla della rete che (a suo dire) poteva essere utilizzata in maniera legittima. L’operazione, il cui valore era superiore ai 50milioni di dollari, ha fatto precipitare la quotazione di Ethereum e ha di fatto tolto dal mercato circa 1/3 degli Ether in circolazione.

Il simpatico Hacker, appartenente al DAO (decentralized autonomous organization), ha costretto gli sviluppatori di Ethereum a risolvere la questione entro 30 giorni. Gli Ether rubati infatti erano vincolati per circa un mese e non potevano essere prelevati e convertiti in valuta FIAT.

Gli sviluppatori di Ethereum si sono trovati a dover risolvere rapidamente un problema che, se mal gestito, avrebbe messo la parola fine alla storia di questo ambizioso progetto. Che fare? E’ stata presa una decisione drastica. Cerchiamo di spiegarlo senza troppi tecnicismi. E’ stata creata una nuova versione del progetto alla quale, in poche ore, hanno aderito circa l’80% degli utenti. L’adesione ha comportato la conversione degli Ether nella nuova versione.

Questa storia non vuole spaventare chi è interessato a investire in Ethereum, ma vuole sottolineare la prontezza e la coesione della comunità in una situazione di crisi che sembra distante anni luce dal poco reattivo mondo Bitcoin.

Il trend di crescita del mese di Marzo è veramente importante. Anche i meno esperti possono notare la crescita dell’ultimo mese. Essa segue di pari passo la diffusione della popolarità di questa valuta 2.0.

Apri il tuo Wallet per acquistare Ethereum
Prima cosa da fare per investire in Ethereum è aprire un wallet. Se sei alle prime armi è consigliabile iniziare con un wallet online anzichè uno in locale. In questo caso Coinbase potrebbe esserti utile e iscrivendoti da qui avrai 9€ di Bonus! Questo wallet è popolarissimo e può vantare partner di primo livello come Paypal. Se hai difficoltà per iscriverti e iniziare a operare, puoi consultare la guida di Coinbase, semplice e molto dettagliata. Come puoi notare, in pochi click avrai il tuo wallet e potrai iniziare a investire in Ethereum.

Diventa un miner e ottieni Ethereum
Se invece vuoi cimentarti nel mining degli Ethereum e sei alle prime armi, ti consiglio di non iniziare facendo investimenti importanti per aumentare la potenza di calcolo e la produttività del tuo PC. Inizia piuttosto iscrivendoti a una community di Miners (Mining Pool). Diversamente, scavare criptovalute con una bassa potenza di calcolo potrebbe essere anti-economico.

I Mining Pool sono sostanzialmente delle piattaforme che, a fronte del pagamento di una fee, ti permetteranno di condividere la potenza di calcolo del tuo PC con altre persone. Questa pratica si chiama tecnologia del Calcolo Distribuito. Semplificando, è come se iniziassi a scavare insieme ad altri utenti. Unendo le forze avrete una potenza maggiore e migliorerete le perfermances dividendone i frutti. Tra i mining pool più famosi per Ethereum ci sono EthereumPool (non richiede la registrazione) e Coinotron (richiede la registrazione).

Il mondo delle criptovalute è in continua evoluzione. Prima di iniziare qualsiasi attività sui Mining Pool è consigliabile raccogliere informazioni al riguardo. Affidabilità, costi e prestazioni nell’estrazione delle monete variano continuamente.

Come Trovare un Conto Deposito a Zero Spese

Da alcuni anni nel panorama sempre più variegato dell’offerta bancaria si sono affacciati alcuni prodotti che hanno letteralmente rivoluzionato il mercato dei conti correnti, ossia i conti correnti a zero spese: vediamo come trovare il più conveniente e adatto alle nostre esigenze.

Questo tipo di prodotto nasce dall’esigenza, data l’esiguità dei tassi di interesse offerti ai correntisti, di offrire condizioni che rendessero ancora conveniente l’utilizzo di un conto corrente, o almeno tali da non scoraggiarlo.

La possibilità, fornita da Internet, di operare in remoto, ha poi fatto in modo che le banche potessero abbattere i costi di gestione per i propri clienti.

Al fine di confrontare i prodotti offerti dai diversi operatori un indicatore molto utile è l’ISC (Indicatore Sintetico di costo) un valore numerico che esprime il costo derivante da un conto corrente a seconda delle diverse tipologie di utilizzo. I sei profili in base a cui l’ISC viene calcolato sono:
Famiglie con bassa operatività (201 operazioni annue)
Famiglie con media operatività (228 operazioni annue)
Famiglie con alta operatività (253 operazioni annue)

Oltre alla verifica di questo valore, che deve essere sempre inserito all’interno dei fogli informativi, è molto utile anche riflettere sul tipo di uso che si intende fare del conto corrente e del rapporto che si intende avere con la Banca.

I conti online puri, come Conto Arancio, che sono a ISC=0, non prevedono canone, forniscono tutti i servizi (prelievi bancomat, bonifici online, carta bancomat, carte di credito, domiciliazione utente ecc) gratuitamente e spesso si accollano le imposte relative al conto, tali prodotti però non contemplano alcun tipo di operazione in filiale, limitando il contatto diretto con l’utente a quello telefonico o telematico. Qualora le operazioni allo sportello siano contemplate, queste sono comunque pagate a parte.

Per coloro i quali vogliono invece mantenere un rapporto con il proprio istituto di credito esistono dei conti ibridi a basso costo proposti dalle banche tradizionali, che consentono di contenere le spese per le transazioni svolte online ma anche di lasciare aperta la possibilità di operare in filiale.

Questo tipo di prodotti prevedono spesso il pagamento di un esiguo canone mensile, talvolta abbattuto o ridotto in ragione di determinate condizioni, come una certa soglia di movimentazione o determinate condizioni anagrafiche ( si pensi ad esempio ai conti per gli studenti sotto i 27 anni).

A fronte di questo esborso la maggior parte delle operazioni svolte online sono gratuite, mantenendo la possibilità di effettuarle, a pagamento, allo sportello.

Nella ricerca del conto corrente online migliore occorre quindi non affidarsi esclusivamente ai numeri, ma valutare attentamente l’uso che si intende farne.

Come Scegliere un Conto Deposito con Bancomat

La gamma di servizi connessi all’apertura di un conto deposito è aumentata negli ultimi anni. Con particolare riferimento a quelli liberi, riscontriamo ad esempio la possibilità di associare al conto una carta di debito per effettuare pagamenti e prelievi di contante.

L’evoluzione dei metodi di pagamento e dei servizi offerti dai conti correnti, ha contribuito ad ampliare l’operatività dei conti deposito, che in molti casi hanno perso la loro natura esclusivamente di ‘gestione e messa a profitto‘ del risparmio in cambio di una maggiore libertà di utilizzo.

Oggi non è più possibile usare quindi come discriminante, per l’individuazione dei conti correnti e dei conti deposito, la presenza di strumenti di pagamento ad essi collegati (tradizionalmente presenti solo sui conti correnti) o di tassi di interesse mediamente più elevati di quelli previsti in media dalle banche.

Infatti gli stessi conti correnti, a fronte di alcune condizioni particolari (legati a forti giacenze o altri strumenti di investimento) possono usufruire di tassi di interesse medio-alti, mentre i conti deposito possono avere delle carte di debito collegate (come il bancomat) che permetteranno di fare pagamenti e prelievi.

Cosa cambia con i conti deposito con bancomat?
In pratica davvero poco, se non il fatto che normalmente sono solo i conti deposito liberi a concedere questa possibilità, ed anche l’operatività del conto resta fortemente limitata.

Questi conti deposito in particolare consentono di fare bonifici e giroconti, depositi e prelievi come avviene per un qualsiasi conto deposito, ma in più viene concessa la possibilità di fare i prelievi con il rilascio di un bancomat, che permette quindi di compiere i pagamenti tramite Pos (anzi nella maggior parte dei casi i pagamenti tramite Pos possono essere illimitati e sempre gratuiti, mentre i prelievi presso gli sportelli ATM gratuiti sono limitati). Il rilascio del bancomat, invece, può essere fatto in modo gratuito o dietro il pagamento di un canone annuale.

Tipologie di istituti di credito che hanno forme di deposito associate a carte di debito
La formula del conto deposito associata a un bancomat ha ottenuto un discreto successo, poiché chi non ha bisogno di particolari esigenze a livello di operatività, e necessita, di contro, di un conto con un buon tasso di interesse e senza troppe spese, trova in questa soluzione un buon compromesso. Alcuni esempi reperibili sul mercato sono
Carta Libretto Postale e Carta Io: in realtà non si tratta di un vero conto deposto, ma la possibilità di utilizzare i libretti postali (che sono forme di deposito) associati a carte deposito, possono farli rientrare in questa categoria. Sia la carta ‘libretto postale’ (associata ai libretti nominativi ordinari) che la Carta Io (associata ai libretti per i minori di età pari e superiore ai 12 anni e inferiore ai 18 anni) sono rilasciate gratuitamente. Consentono prelievi senza commissioni presso qualsiasi postamat e permettono anche di effettuare i pagamenti sui Pos abilitati al circuito postamat;
Carta di debito (circuito Cirrus) Rendimax, di Ifis Banca: si tratta di un vero e proprio bancomat che viene rilasciato in modo perfettamente gratuito su richiesta ed è associato al conto Rendimax non vincolato. Sono previsti 5 prelievi gratuiti al mese presso gli sportelli ATM (il costo per quelli eccedenti è di 2 euro), mentre le operazioni di pagamento ai Pos gratuite sono illimitate sia in Italia che all’estero;
Carta di debito (circuito Cirrus) di Santander Bank, associata al conto Santander: il rilascio è gratuito, anche in questo caso non ci sono canoni annuali, ma le operazioni di prelievo gratuite sono 3 mensili (il costo per quelle in più è di 1,65 euro per i Paesi Ue e 2,58 euro per i Paesi extra Ue).

Molto interessante.

Conto Deposito in Dollari – Vantaggi e Svantaggi

I conti deposito in dollari possono essere una soluzione interessante anche se riservata ai risparmiatori più esperti. Quali sono le loro caratteristiche peculiari e quali gli aspetti positivi e negativi.

I conti deposito in dollari seguono le stesse regole ed hanno un funzionamento uguale a quello dei conti deposito in euro. Le principali differenze riguardano i costi, e il discorso legato alla remunerazione in quanto bisogna tener presente quello che viene generalmente indicato con il termine di “rischio cambio”.

Infatti la particolarità di questi conti deposito sta nel fatto che le giacenze vengono effettuate in dollari, per cui nel momento in cui bisogna convertire il controvalore di euro in dollari o viceversa si deve tener presente anche il tasso di cambio e le relative commissioni di conversione o spread.

Conviene aprirlo?
Il conto deposito per sua stessa natura rappresenta uno strumento di risparmio di tipo passivo, in quanto con esso generalmente si accantonano o si parcheggiano dei surplus di liquidità che genereranno determinati rendimenti sulla base dei tassi di interesse applicati dalla banca.

Per cui la questione della convenienza dovrebbe essere spostata sui soggetti che potrebbero trarne un vantaggio e che sono soprattutto coloro che operano in valuta estera od ancora quelli che ricevono pagamenti in dollari che, usando il conto deposito nella valuta Usa, possono lasciare le somme ferme nei momenti in cui il cambio non è favorevole, ottenendo nel frattempo una certa remunerazione.

Con una buona conoscenza del mercato valutario si possono inoltre alimentare i rendimenti legati ai tassi di interesse attivi con i tassi di cambio più propizi. Il piccolo risparmiatore che non ha il desiderio di seguire le molte variabili, e che non vuole correre rischi, dovrebbe invece optare per un conto deposito in euro con elevati tassi di interesse come nel caso di quelli vincolati.

Caratteristiche: valutare tasse e commissioni di cambio
Non ci sono vantaggi sulla tassazione, dato che l’aliquota sui rendimenti è sempre pari al 20% e per l’imposta di bollo si seguono le regole applicate sugli altri conti. In più bisogna considerare che non sono molte le banche che prevedono questo genere di offerta, e generalmente è richiesta l’apertura di una posizione da correntista con un conto in euro.

Quindi bisogna fare una grande attenzione alla componente dei costi da sostenere complessivamente per poter mantenere entrambi i conti e l’impatto delle commissioni di conversione, aspetti questi che sono più facilmente gestibili da coloro che hanno una certa esperienza.

Per approfondire l’argomento ti consiglio di leggere conti deposito esteri: potrai avere una panoramica generale sui principali costi e soprattutto sugli aspetti legati alla sicurezza dei soldi depositati.

Differenze tra un Conto Deposito Ibrido e un Conto Deposito Vincolato

I conti deposito, ad oggi, continuano a rappresentare la forma più conveniente e sicura di rendimento per i propri risparmi, ed anche una delle soluzioni più flessibili a cui si può far ricorso, senza doversi preoccupare di ciò che accadrebbe nel caso si dovessero verificare degli imprevisti che potrebbero portare alla necessità di effettuare un disinvestimento.

Tutti questi aspetti rendono i conti deposito più vantaggiosi rispetto ai Titoli di Stato, come i Bot a 3 o 6 mesi, e dei pronti contro termine. In più l’aspetto della flessibilità è stato recentemente implementato grazie all’introduzione di una nuova tipologia di conti deposito, che si sono affiancati a quelli liberi e vincolati, ovvero i depositi “ibridi”.

Le differenze tra queste tre categorie di conti deposito sono nette e ben delineate per quanto riguarda i conti deposito liberi e quelli vincolati, mentre si passa a delle linee di demarcazione appena percettibili per quanto riguarda invece i conti deposito ibridi, così definiti proprio perché cercano di cogliere i vantaggi di entrambe le altre soluzioni.

I conti deposito , indipendentemente dalla loro classificazione, hanno lo scopo di garantire una gestione semplice dei propri risparmi, assicurando un livello minimo di rendimento che generalmente aumenta a seconda della durata del vincolo e a volte della cifra investita.

Conti deposito liberi: poco remunerativi, ma facili da gestire
Quindi nei conti deposito liberi si ha la possibilità di usufruire delle somme depositate in qualsiasi momento, con l’applicazione di un basso tasso di interesse (mediamente intorno all’1% lordo), rinunciando alla tipica operatività dei conti correnti, anche se è cresciuto il numero delle banche che consente di associare al conto anche uno strumento di pagamento come il classico bancomat.

Si tratta di uno strumento utile, per “parcheggiare” somme per le quali già si sa l’impiego che verrà fatto in un orizzonte temporale breve, o per accantonare delle somme in attesa di decidere come impiegarle o investirle.

I conti deposito vincolati: considerare il rapporto “durata-rendimento”
I conti deposito vincolati impongono la scelta della durata del vincolo che in media varia da un minimo di due mesi a un massimo di 36 mesi. Il principio di fondo è molto semplice: per far accettare la condizione di non poter disporre delle somme per tutta la durata del vincolo, la banca è disposta ad applicare un sistema di tassi di interesse a credito crescenti (ovvero maggiore è la durata del vincolo e maggiore sarà il tasso applicato), ma bisogna fare attenzione al rapporto tra questa durata e il relativo rendimento collegato.

Infatti nella maggior parte dei casi, il miglior rapporto “qualità/prezzo” non riguarda né la durata minima e né quella massima, ma, tranne qualche eccezione, si concentra nelle durate di 18 mesi.

Oggi quasi tutte le banche non applicano più penali a carico di coloro che per necessità decidono di rescindere il vincolo con anticipo, anche se nella maggioranza dei casi non si potrà usufruire del tasso di interesse maturato fino a quel momento, ma verrà automaticamente applicato il tasso del conto deposito libero, come se non fosse mai stato sottoposto a vincolo.