Conto Deposito in Dollari – Vantaggi e Svantaggi

I conti deposito in dollari possono essere una soluzione interessante anche se riservata ai risparmiatori più esperti. Quali sono le loro caratteristiche peculiari e quali gli aspetti positivi e negativi.

I conti deposito in dollari seguono le stesse regole ed hanno un funzionamento uguale a quello dei conti deposito in euro. Le principali differenze riguardano i costi, e il discorso legato alla remunerazione in quanto bisogna tener presente quello che viene generalmente indicato con il termine di “rischio cambio”.

Infatti la particolarità di questi conti deposito sta nel fatto che le giacenze vengono effettuate in dollari, per cui nel momento in cui bisogna convertire il controvalore di euro in dollari o viceversa si deve tener presente anche il tasso di cambio e le relative commissioni di conversione o spread.

Conviene aprirlo?
Il conto deposito per sua stessa natura rappresenta uno strumento di risparmio di tipo passivo, in quanto con esso generalmente si accantonano o si parcheggiano dei surplus di liquidità che genereranno determinati rendimenti sulla base dei tassi di interesse applicati dalla banca.

Per cui la questione della convenienza dovrebbe essere spostata sui soggetti che potrebbero trarne un vantaggio e che sono soprattutto coloro che operano in valuta estera od ancora quelli che ricevono pagamenti in dollari che, usando il conto deposito nella valuta Usa, possono lasciare le somme ferme nei momenti in cui il cambio non è favorevole, ottenendo nel frattempo una certa remunerazione.

Con una buona conoscenza del mercato valutario si possono inoltre alimentare i rendimenti legati ai tassi di interesse attivi con i tassi di cambio più propizi. Il piccolo risparmiatore che non ha il desiderio di seguire le molte variabili, e che non vuole correre rischi, dovrebbe invece optare per un conto deposito in euro con elevati tassi di interesse come nel caso di quelli vincolati.

Caratteristiche: valutare tasse e commissioni di cambio
Non ci sono vantaggi sulla tassazione, dato che l’aliquota sui rendimenti è sempre pari al 20% e per l’imposta di bollo si seguono le regole applicate sugli altri conti. In più bisogna considerare che non sono molte le banche che prevedono questo genere di offerta, e generalmente è richiesta l’apertura di una posizione da correntista con un conto in euro.

Quindi bisogna fare una grande attenzione alla componente dei costi da sostenere complessivamente per poter mantenere entrambi i conti e l’impatto delle commissioni di conversione, aspetti questi che sono più facilmente gestibili da coloro che hanno una certa esperienza.

Per approfondire l’argomento ti consiglio di leggere conti deposito esteri: potrai avere una panoramica generale sui principali costi e soprattutto sugli aspetti legati alla sicurezza dei soldi depositati.

Differenze tra un Conto Deposito Ibrido e un Conto Deposito Vincolato

I conti deposito, ad oggi, continuano a rappresentare la forma più conveniente e sicura di rendimento per i propri risparmi, ed anche una delle soluzioni più flessibili a cui si può far ricorso, senza doversi preoccupare di ciò che accadrebbe nel caso si dovessero verificare degli imprevisti che potrebbero portare alla necessità di effettuare un disinvestimento.

Tutti questi aspetti rendono i conti deposito più vantaggiosi rispetto ai Titoli di Stato, come i Bot a 3 o 6 mesi, e dei pronti contro termine. In più l’aspetto della flessibilità è stato recentemente implementato grazie all’introduzione di una nuova tipologia di conti deposito, che si sono affiancati a quelli liberi e vincolati, ovvero i depositi “ibridi”.

Le differenze tra queste tre categorie di conti deposito sono nette e ben delineate per quanto riguarda i conti deposito liberi e quelli vincolati, mentre si passa a delle linee di demarcazione appena percettibili per quanto riguarda invece i conti deposito ibridi, così definiti proprio perché cercano di cogliere i vantaggi di entrambe le altre soluzioni.

I conti deposito , indipendentemente dalla loro classificazione, hanno lo scopo di garantire una gestione semplice dei propri risparmi, assicurando un livello minimo di rendimento che generalmente aumenta a seconda della durata del vincolo e a volte della cifra investita.

Conti deposito liberi: poco remunerativi, ma facili da gestire
Quindi nei conti deposito liberi si ha la possibilità di usufruire delle somme depositate in qualsiasi momento, con l’applicazione di un basso tasso di interesse (mediamente intorno all’1% lordo), rinunciando alla tipica operatività dei conti correnti, anche se è cresciuto il numero delle banche che consente di associare al conto anche uno strumento di pagamento come il classico bancomat.

Si tratta di uno strumento utile, per “parcheggiare” somme per le quali già si sa l’impiego che verrà fatto in un orizzonte temporale breve, o per accantonare delle somme in attesa di decidere come impiegarle o investirle.

I conti deposito vincolati: considerare il rapporto “durata-rendimento”
I conti deposito vincolati impongono la scelta della durata del vincolo che in media varia da un minimo di due mesi a un massimo di 36 mesi. Il principio di fondo è molto semplice: per far accettare la condizione di non poter disporre delle somme per tutta la durata del vincolo, la banca è disposta ad applicare un sistema di tassi di interesse a credito crescenti (ovvero maggiore è la durata del vincolo e maggiore sarà il tasso applicato), ma bisogna fare attenzione al rapporto tra questa durata e il relativo rendimento collegato.

Infatti nella maggior parte dei casi, il miglior rapporto “qualità/prezzo” non riguarda né la durata minima e né quella massima, ma, tranne qualche eccezione, si concentra nelle durate di 18 mesi.

Oggi quasi tutte le banche non applicano più penali a carico di coloro che per necessità decidono di rescindere il vincolo con anticipo, anche se nella maggioranza dei casi non si potrà usufruire del tasso di interesse maturato fino a quel momento, ma verrà automaticamente applicato il tasso del conto deposito libero, come se non fosse mai stato sottoposto a vincolo.

Come Combinare Investimenti in Etf e Conto Deposito

La diversificazione del portafoglio è la base per un corretto stile di investimento. Uno degli aspetti più interessanti è rappresentato dall’associazione tra Etf e conti deposito.

I conti deposito presentano essenzialmente due tipi di vantaggio principali: un basso rischio, e nel caso dei conti deposito vincolati (che sono quelli a maggior rendimento) un rendimento noto in anticipo (che può essere liquidato immediatamente dalla banca nel caso di interessi anticipati).

Tuttavia i rendimenti non sono elevati, per cui, per chi vuole ottenere dei ‘guadagni’ un po più elevati, senza doversi sbilanciare verso un rischio eccessivamente elevato (come nel trading in azioni) e senza dove rinunciare a una buona fetta di liquidità (potendo conoscere in anticipo più o meno il livello dei rendimenti), dovrebbe puntare su una buona strategia di diversificazione che combina due strumenti che si sposano bene: l’investimento in Etf accompagnato anche dal “parcheggio” di una parte delle somme in conti deposito.

Caratteristiche degli invstimenti in etf
Gli Etf presentano caratteristiche simili ai fondi di investimento, che attraverso la diversificazione interna permettono di ridurre il livello di rischio ed inoltre si avvalgono di una gestione passiva, ovvero lo scopo è quello di replicare il benchmark del sottostante. Però, a differenza di altri strumenti, come ad esempio il forex trading, non si tratta di un investimento di tipo OTC, dato che viene negoziato in borsa, con costi di gestione medi.

Per investire in Etf basta acquistare una certa quantità di quote, ed eventualmente vedere se si preferisce quello che paga periodicamente i rendimenti raggiunti, oppure quello che punta sulla capitalizzazione dei rendimenti.

Come si possono combinare Etf e conto deposito
Queste caratteristiche degli Etf permettono perciò di combinarli fruttuosamente con i conti deposito, visto che associando le due forme di investimento sarà possibile mantenere, da un lato, una certa liquidità che tuttavia viene remunerata (per quanto riguarda la parte di capitale che si ha da parte) mentre dall’altro sarà invece possibile aumentarne l’ammontare, per la parte investita in Etf, quando si replica il benchmark (oppure quando ciò non accade non si dovrà disinvestire ma sarà possibile aspettare tempi migliori).

Altri aspetti positivi della diversificazione: etf e conti deposito vincolati
L’unione nel proprio portafoglio di questi due strumenti finanziari permette anche che i rendimenti liquidati periodicamente possano essere messi a frutto sfruttando i conti deposito.

Oppure, se non si vuole rischiare il capitale, ma nemmeno attendere tempi troppo lunghi per approfittare di un momento particolarmente favorevole per i segnali di trading in Etf, si può investire in un conto deposito vincolato che liquida gli interessi anticipatamente, così da sfruttare una serie di aspetti positivi e cioè: non si tocca il capitale accantonato, ma si investono solo i rendimenti, su uno strumento che non pecca eccessivamente di liquidabilità, presenta commissioni e costi di gestione bassi e comunque assorbiti e distribuiti attraverso la struttura come fondi di investimento, e allo stesso tempo si ha una riduzione e ripartizione del rischio.

Inversioni di Tendenza – Come Riconoscere i Falsi Segnali

Nel trading Online in opzioni binarie si possono ottenere dei guadagni decisamente importanti, infatti, mediamente la percentuale di guadagno per singola operazione si aggira attorno all’85% del capitale investito.

Nonostante la percentuale sia davvero molto allettante non è certo semplice effettuare dei trade vincenti in opzioni binarie, vi sono dei pericoli che vanno evitati.

Ed è proprio di questi pericoli che vogliamo parlare in questa guida che certamente troverai molto utile, infatti, ti consigliamo di farne tesoro prima di cominciare la tua attività di trading Online in opzioni binarie.

Cosa sono le inversioni di tendenza
Certamente saprai già che il mercato si muove seguendo delle tendenze, ossia, seguendo delle direzioni ben precise che tendono ad autoalimentarsi grazie agli investimenti dei traders. Le direzioni in cui può muoversi il mercato sono due:

Direzione rialzista: in questo caso i massimi e minimi toccati per prezzo sono crescenti.

Tendenza ribassista: in questo caso i massimi ed i minimi sono invece decrescenti.

Un’inversione di tendenza si verifica quando vi è il passaggio da una fase rialzista ad una ribassista o viceversa. Tale passaggio non sempre avviene in modo chiaro e vi sono dei segnali che potrebbero far pensare ad una inversione, ma che poi si rivelano essere falsi: seguire tali segnali porta ovviamente ad una perdita ed è bene evitarli.

In questa guida vogliamo ccuparci di quelli che sono i falsi segnali più pericolosi, quindi, di quelli che sono i segnali che fanno pensare ad un’inversione di tendenza ma che di fatto portano il trader a sbagliare e quindi a perdere parte del suo capitale. Esistono numerosi falsi segnali, numerosi pericoli che sarebbe meglio evitare per poter innanzitutto diminuire le perdite nella nostra attività di trading ed in secondo luogo per aumentare i propri profitti.

Di seguito trovi i falsi segnali che portano maggiormente ad una perdita, vogliamo quindi aiutarti a capire come fare per evitare di perdere il tuo capitale a causa di quelli che sono i falsi segnali più comuni.

Opzioni Binarie e Money Management

Se sei giunto sin qui significa che sei interessato o ti stai interessando all’investimento in opzioni binarie il che é un bene perché molto probabilmente scoprirai un mondo nuovo, fatto di opportunità, di guadagni e, se diventerai bravo, di successi. Ovviamente anche l’inferno é lastricato di buone intenzioni, quindi, se da un lato le opzioni binarie risultano essere una grande opportunità, dall’altro se utilizzate male, rappresentano unicamente una perdita. Bisogna quindi imparare ad utilizzare al meglio tale strumento al fine di ricavarne solo vantaggi, ma come fare? Come riuscire in questa impresa?

Ti presento il money management…

Per riuscire in questa impresa hai bisogno di un compagno fedele, di una guida, questa guida prende il nome di money management. Il money management é l’insieme di tecniche atte a gestire in maniera efficiente il proprio capitale, in questo caso il proprio capitale di trading.

Molti investitori, così tanto attratti dalla possibilità di guadagnare con le opzioni binarie, non prendono in considerazione quest’aspetto del trading che risulta essere fondamentale. La prima regola del trading infatti riguarda proprio il capitale, che va preservato ad ogni costo in quanto rappresenta lo strumento che ci consente di guadagnare: se perdiamo lo strumento non possiamo più lavorare, non possiamo più fare trading e, come diretta conseguenza, non possiamo più guadagnare.

Come fare a non perdere il capitale

Abbiamo detto che la prima cosa da fare é evitare di perdere il capitale che abbiamo a disposizione, tuttavia, non riusciremo ad investire senza perdere capitale, questo non significa però non guadagnare, ma significa unicamente guadagnare più capitale di quanto se ne perde. Il concetto di perdita va acquisto e interiorizzato in quanto all’inizio l’inesperienza porta a pensare che non si debba perdere e se si perde si deve subito recuperare il capitale, niente di più sbagliato.

Solitamente il trader inesperto tende a perdere e poi, per recuperare il capitale, tende ad investire somme sempre maggiori, senza considerare che tali somme potrebbero andarsi a sommare a quelle perse in precedenza. Per comprendere quanto grave sia perdere troppo capitale basta osservare il rapporto tra percentuale di capitale perso e la performance, sempre espressa in termini di percentuale, necessaria a recuperare tale capitale.

Come puoi vedere, se si perde una percentuale di capitale troppo grande diventa pressoché impossibile recuperarla. Ed é proprio qui che entra in gioco il money management.

Quanto capitale conviene mettere a rischio?

Alcuni traders, quelli più esperti che operano ai massimi livelli, riescono a calcolare la percentuale di capitale da mettere a rischio per ogni operazione in funzione della durata dell’investimento e del rapporto rischio/rendimento, ovviamente, inutile dire che calcoli simili non si adattano all’esperienza di un principiante che però può impostare una percentuale di rischio standard che risulta comunque essere efficace. Occorre perciò stabilire quale sia questa percentuale che non deve essere nè troppo bassa in modo tale da evitare di guadagnare poco, nè troppo alta in modo da rischiare tanto: la percentuale di rischio ottimale risulta essere del 5%, vale a dire che per ogni operazione, per ogni opzione binaria acquistata bisogna mettere a rischio il 5% del capitale totale.