Quali Documenti Servono per Richiedere un Mutuo

Di solito gli istituti finanziari richiedono dei documenti standard per tutti per ottenere un finanziamento.

Tuttavia devi sapere, che a volte i documenti richiesti possono variare a seconda del tipo di prodotto richiesto.

Uno dei finanziamenti a medio lungo termine più richiesto è sicuramente quello relativo alla concessione di un mutuo per la propria abitazione o per altre circostanze.

Vediamo quindi più nel dettaglio quali sono i documenti che servono per richiedere un mutuo.

LA DOCUMENTAZIONE ANAGRAFICA
Documento di riconoscimento, copia di un documento di identità in corso di validità e del codice fiscale, necessari per essere identificati dalla banca
Codice fiscale o tessera sanitaria (assolutamente preferibile, desta sospetto non averla) sempre fronte/retro. Ormai non è più accettato il codice fiscale cartaceo. I documenti personali, insieme alle privacy firmate, in questa forma, sono indispensabili perché la banca possa accedere alle banche dati sia pubbliche che private.
Certificato di residenza da giustificare il domicilio quando non corrisponde al certificato. Dal primo gennaio di quest’anno non sarà più possibile ottenerlo in carta libera dalle circoscrizioni.
Certificato di stato di famiglia, consente alla banca di individuare i soggetti a carico ed effettuare eventuali indagini sui redditi degli altri soggetti che compongono il nucleo familiare. Come il certificato di residenza, può essere sostituito da un’autocertificazione.

A DOCUMENTAZIONE REDDITUALE

La documentazione reddituale sarà naturalmente coerente con il tipo di attività.

A livello reddituale i documenti per l’ottenimento di finanziamenti a lungo termine come i mutui variano a seconda se si è lavoratori dipendenti o autonomi. Il lavoratore dipendente dovrà consegnare la dichiarazione di anzianità emessa dal datore di lavoro, il modello CUD e l’ultimo e originale cedolino dello stipendio. Il lavoratore autonomo dovrà invece fornire: una copia del modello “Unico” (ex. Modello 740) con relativi cedolini di pagamento delle imposte ed estratti conti vari.

 

Epoche di Revisione per l’Aggiornamento del Tasso Variabile

Quando si parla ti tempi o epoche di revisione del mutuo, inevitabilmente ci si sta riferendo ai mutui a tasso variabile, in quanto i tempi di revisione non sono altro che le scadenze per l’aggiornamento del tasso applicato al mutuo.

La revisione del tasso di interesse, anche se legata all’indice euribor che cambia quotidianamente, avviene in tempi predeterminati da contratto. Ad esempio possiamo avere la revisione del tasso di interesse anche 2 volte l’anno, perchè abbiamo delle rate con scadenza semestrale.

Si capisce che, seppur l’indice di riferimento (euribor) possa subire dei forti rialzi in un determinato periodo, questi non andranno ad influenzare il tasso del mutuo. Perchè fino al periodo revisione, tutto quello che succede prima nei mercati, non viene preso in considerazione. Quello che determinerà il nuovo valore del tasso, sarà la rilevazione dell’indice di riferimento alla data della revisione del mutuo.

Abbiamo accennato il fatto che qualora le rate abbiano scadenza semestrale si ha una revisione dei tassi 2 volte l’anno, verosimilmente se le rate hanno scadenza trimestrale avremo durante l’anno anche quattro o due epoche revisionali, invece con rate a scedenza mensile, potremmo avere un aggiornamento mensile, trimestrale o semestrale.

E’ curioso evidenziare che nel caso dell’ aggiormanto semestrale, se da un lato possono ritardare il rialzo del tasso, dall’altro si posticipa un eventuale ribasso dei tassi applicati al mutuo.

Ognuno di noi dovrebbe sapere con precisione quali siano le epoche di revisione del mutuo, per conoscere esattamente da quando si avranno conseguenze di eventuali rialzi o diminuzione dei tassi che incidono sull’importo della rata. In modo tale che tutti possano calcolare l’importo della rata, sulla base del valore euribor rilevato alla data di revisione del proprio mutuo.

Le epoche di revisione del mutuo sono riportate sia nel contratto di mutuo che sul relativo Foglio Informativo allegato.

Mibo – Definizione e Significato

Termina in “o”, tuttavia il genere è femminile: Mibo è la sigla che individua l’opzione sull’indice di Borsa Mib30.

Come ogni opzione, option in inglese, da tenere distinta dai diritti d’opzione che vengono offerti in Borsa soltanto in occasione di aumenti di capitale od offerta di obbligazioni convertibili, anche Mibo30 è un contratto standardizzato, ossia
un contratto dalle caratteristiche predefinite. L’investitore non deve fare altro che scegliere quale contratto acquistare o
vendere: l’unica vera e propria variabile è il prezzo, il cui movimento in una direzione o nell’altra determinerà l’entità dei
profitti o delle perdite.

Come ogni opzione, anche Mibo garantisce diritto all’acquirente di vendere, se si tratta di Mibo put, oppure di acquistare, se si
tratta di Mibo call, a un prezzo prefissato, una determinata attività: nella fattispecie, l’indice di Borsa Mib30. L’acquirente dell’opzione Mibo, sia nella versione put che in quella call, pagherà al venditore una determinata somma detta
premio, ottenendo in cambio da quest’ultimo l’impegno di vendere (nel caso di Mibo call), o comprare (nel caso di Mibo
put), l’indice a un prezzo prefissato, detto strike price.

Il fatto che l’indice non possa formare oggetto di scambio tra il venditore e l’acquirente, non significa che esso non abbia
un valore: non potendo scambiarsi il bene, le controparti del contratto, ossia l’acquirente e il venditore dell’opzione Mibo, si scambieranno una somma di denaro: in particolare, l’acquirente dell’opzione verserà al venditore, al momento della sottoscrizione, il controvalore del premio; questi, per contro, potrebbe essere tenuto a pagare, alla scadenza dell’opzione, la differenza fra il valore dell’indice moltiplicato per un determinato coefficiente, nella fattispecie 2,5 euro, e il
prezzo strike dell’opzione.

Per la precisione, il venditore di Mibo put dovrà pagare la differenza tra l’indice e il prezzo strike, quando il primo è superiore; il venditore della call dovrà pagare la differenza, quando invece l’indice è più basso.
Mibo è un’opzione europea: ciò significa che può essere esercitata soltanto alla scadenza: pertanto, per determinare se il
venditore deve pagare la differenza all’acquirente bisognerà tenere conto dell’indice Mib 30 al momento della scadenza
dell’opzione. In particolare, il valore dell’indice viene calcolato tenendo conto del prezzo di apertura dei titoli che ne
fanno parte l’ultimo giorno di contrattazione dell’opzione, che coincide con il terzo venerdì del mese di scadenza.

Attualmente, le Mibo vengono trattate quotidianamente con almeno nove diversi prezzi strike con un intervallo di 500
punti per ciascuna scadenza, e con sei scadenze differenti: quattro con scadenza nei successivi trimestri e due nei mesi
immediatamente seguenti quello di contrattazione. Nel mese di gennaio, per esempio, vengono trattate opzioni con scadenza gennaio, febbraio, marzo, giugno, settembre e dicembre.

Mercato Primario – Definizione e Significato

Vuole la tradizione che la prima lezione nelle facoltà economiche sia dedicata alla definizione di mercato. Il mercato,
viene insegnato, è il luogo di incontro della domanda e dell’offerta. Le due parti si incontrano per realizzare lo scambio:
di solito, merce contro denaro.

L’immagine più comune che una tale definizione suscita è quella del mercato come luogo fisico (una piazza, un magazzino, un ufficio) in cui a un tempo sono riuniti due soggetti, chi vende e chi acquista, e la merce oggetto della transazione. Di fatto, non è necessario che i tre protagonisti del mercato si trovino contemporaneamente in un unico luogo. É sufficiente che il venditore si metta d’accordo con l’acquirente, ad esempio per telefono, per scambiare a un determinato
prezzo una certa quantità di merce, che può trovarsi depositata presso un terzo.
Questa situazione di “dispersione del mercato” è tipica quando oggetto di scambio sono azioni, obbligazioni, titoli, valute e attività finanziarie in genere. Per lo più vengono scambiate in Borsa, ma non necessariamente. E in ogni caso, possono essere scambiate solo sul mercato primario o su quello secondario.

Quello che differenzia i due mercati non è il luogo fisico in cui avvengono le transazioni, bensì il fatto che diversa è la natura del venditore, e quindi differente è la funzione svolta dal mercato. Sul mercato primario chi cede titoli è lo stesso
emittente, che vende titoli di nuova emissione. Suo scopo è raccogliere così fondi per finanziare altre iniziative. Sul
mercato secondario sono invece scambiati titoli acquistati, e scopo di chi vende è liquidare l’investimento finanziario.

In base a questa classificazione dei mercati, risulta che ogni titolo viene scambiato la prima volta sul mercato primario,
e le successive sul mercato secondario. Si ha mercato primario, per esempio, quando un’impresa offre in opzione ai propri vecchi azionisti le nuove azioni emesse in seguito ad aumento di capitale; è mercato primario ugualmente il mercato
dei titoli di Stato quando vengono offerti nuovi Bot, Cct, e così via. La Borsa è invece perlopiù un mercato secondario,
dato che soltanto una minima parte dei titoli scambiati è di nuova emissione.

Come Ottenere un Finanziamento se si è un Autonomo Protestato

I finanziamenti concessi a protestati autonomi, può sembrare un’azione pressoché impossibile, tuttavia, seguendo determinate fasi è possibile usufruire di un qualsiasi prestito richiesto.

I protestati autonomi, essendo considerate come figure insolventi, non offrono alla banca o all’istituto di credito la fiducia di qualsiasi altro cliente; tuttavia, anch’essi possono avvalersi della richiesta di un finanziamento. Come prima cosa, dobbiamo sapere che possiamo richiedere qualsiasi prestito saldando i debiti in precedenza contratti oppure passare l’esame presso la Centrale Rischi, il cui funzionamento è spiegato in questa guida.

In alternativa a queste, possiamo comunque richiedere l’accensione di un prestito attraverso la cessione del quinto, prestito cambializzato o prestito fiduciario.
La cessione del quinto non ha bisogno di alcuna garanzia giacché la rata è data da un quinto dello stipendio o della pensione. Il prestito cambializzato conosciuto anche come prestito fiduciario non viene solitamente impiegato per l’acquisto di beni mobili o immobili ma, per una semplice necessità di liquidità del richiedente.

I vari siti internet di banche o istituti di credito che operano all’interno di questo mercato, hanno creato una vasta rete di prodotti e meccanismi che permettono a noi clienti di visionare le varie offerte, un notevole risparmio, richiedere dei preventivi online e poter acquisire maggiori informazioni in modo tale da avere una visione più ampia rispetto al finanziamento di cui vogliamo usufruire.

Come possiamo notare, ognuno di noi può avvalersi della richiesta di un prestito perché il mercato che si occupa di questi finanziamenti è sempre più in espansione cercando di soddisfare i propri clienti.
In modo particolare, se siamo delle figure insolventi per le banche, possiamo cancellare i debiti saldando le restanti rate dei precedenti finanziamenti, oppure avvalerci di un prestito che prende come garanzia o la cessione del quinto oppure la pensione o busta paga di un nostro parente o comunque una figura che garantisca il pagamento in caso di nostra insolvenza.