Come Ottenere un Finanziamento se si è un Autonomo Protestato

I finanziamenti concessi a protestati autonomi, può sembrare un’azione pressoché impossibile, tuttavia, seguendo determinate fasi è possibile usufruire di un qualsiasi prestito richiesto.

I protestati autonomi, essendo considerate come figure insolventi, non offrono alla banca o all’istituto di credito la fiducia di qualsiasi altro cliente; tuttavia, anch’essi possono avvalersi della richiesta di un finanziamento. Come prima cosa, dobbiamo sapere che possiamo richiedere qualsiasi prestito saldando i debiti in precedenza contratti oppure passare l’esame presso la Centrale Rischi, il cui funzionamento è spiegato in questa guida.

In alternativa a queste, possiamo comunque richiedere l’accensione di un prestito attraverso la cessione del quinto, prestito cambializzato o prestito fiduciario.
La cessione del quinto non ha bisogno di alcuna garanzia giacché la rata è data da un quinto dello stipendio o della pensione. Il prestito cambializzato conosciuto anche come prestito fiduciario non viene solitamente impiegato per l’acquisto di beni mobili o immobili ma, per una semplice necessità di liquidità del richiedente.

I vari siti internet di banche o istituti di credito che operano all’interno di questo mercato, hanno creato una vasta rete di prodotti e meccanismi che permettono a noi clienti di visionare le varie offerte, un notevole risparmio, richiedere dei preventivi online e poter acquisire maggiori informazioni in modo tale da avere una visione più ampia rispetto al finanziamento di cui vogliamo usufruire.

Come possiamo notare, ognuno di noi può avvalersi della richiesta di un prestito perché il mercato che si occupa di questi finanziamenti è sempre più in espansione cercando di soddisfare i propri clienti.
In modo particolare, se siamo delle figure insolventi per le banche, possiamo cancellare i debiti saldando le restanti rate dei precedenti finanziamenti, oppure avvalerci di un prestito che prende come garanzia o la cessione del quinto oppure la pensione o busta paga di un nostro parente o comunque una figura che garantisca il pagamento in caso di nostra insolvenza.

Come Aprire una Ludoteca

La ludoteca è uno spazio destinato alla ricreazione e al gioco dei più piccoli. Si tratta di un luogo nel quale i bambini si incontrano per svolgere attività ludiche, ma anche formative, sotto la guida di operatori che abbiano (preferibilmente) esperienza nel campo dell’infanzia. La ludoteca si rivolge a bambini che abbiano un’età compresa fra i 3 e i 14 anni, ma al suo interno possono essere creati appositi spazi anche per adulti e adolescenti. In genere è aperta nelle ore pomeridiane, e in occasione di feste e compleanni.

 

Innanzitutto non è necessario partire con un locale molto grande, ne basta anche uno piccolo, ma che sia adatto all’uso, ed anche preferibilmente situato in una zona non troppo periferica. Per quanto riguarda l’organizzazione degli spazi, l’ideale è servirsi di strutture mobili (come pannelli mobili e muri divisori) che possano creare e disfare ambienti, a seconda delle esigenze che si presentano di volta in volta. I locali da adibire a ludoteca devono essere conformi ai regolamenti urbanistici ed edilizi, e nel rispetto delle norme igienico-sanitarie. E’ consigliabile che la ludoteca sia ubicata a piano terra, e che sia dotata di uno spazio circostante da utilizzare per attività ricreative esterne. Ciascun utente deve avere a propria disposizione almeno 4 metri, e vanno inoltre rispettate le norme sulle barriere architettoniche previste dalla legge n. 104 del 1992.

Per quanto riguarda i requisiti professionali degli operatori, per aprire una ludoteca non si richiede un titolo di studio specifico, anche se è preferibile che gli stessi posseggano una esperienza nel campo dell’infanzia. Se avete deciso di aprire una ludoteca, dovete comunicare la vostra intenzione all’Ufficio delle Attività produttive e Commercio del vostro Comune. Vi verrà chiesto di allegare alla domanda una serie di documenti da spedire con una raccomandata, oppure tramite diretta consegna allo stesso ufficio. Tenete inoltre presente che in questo settore ogni Regione possiede una sua specifica legislazione. Vi conviene quindi informarvi sulle leggi regionali in vigore, oltre che tenere d’occhio la normativa nazionale, per esempio la legge n. 285 del 1997 che riguarda l’infanzia e l’adolescenza. Inoltre ci sono alcuni Comuni che lasciano ai privati ampia facoltà di azione per la scelta degli spazi e i requisiti che il locale deve possedere (vedi il Comune di Rimini), altri invece più esigenti dal punto di vista burocratico. Se siete alla vostra prima esperienza di creazione di impresa, fatevi seguire da un commercialista esperto.

 

C’è chi sceglie di aprire una ludoteca da privato, chi invece preferisce mettere su con altre persone una struttura societaria (cooperativa, srl, associazione culturale). Ovviamente la scelta sarà fatta in base ad una serie di elementi. Ci sono leggi nazionali (il prestito d’onore o quella sull’imprenditoria femminile) che finanziano il singolo imprenditore, ma ce ne sono anche altre che prevedono facilitazioni fiscali per chi si organizza in cooperative sociali o di servizi. La normativa in questo settore è veramente ampia, integrata da leggi nazionali e leggi regionali che purtroppo bisogna conoscere. Si può anche valutare la possibilità di aprire una ludoteca in franchising. Ce ne sono parecchie, bisogna solo contattarle per sapere quali sono le condizioni di affiliazione, e vedere se fa al caso vostro. In ogni caso, vi verrà chiesta una prima indagine di mercato per valutare se si tratta di un investimento “azzeccato”: il bacino di utenza, la concorrenza, quali sono i servizi innovativi che intendiamo offrire. Siate molto attenti a considerare questi aspetti iniziali, sia che iniziate da soli, sia che abbiate la guida di un esperto. Cercate di conoscere quante più ludoteche possibili, entrateci, osservate con occhio critico, e pensate a quel “quid” che manca e che voi potreste offrire al suo posto. Oggi come oggi, che in giro c’è di tutto e di più, bisogna puntare sulla differenziazione. Non è più quello che offro, ma il modo in cui lo offro.

Come Fare Screening dei Curriculum

Ti è mai capitato di ricevere decine e decine di “curriculum” da avere l’impressione di essere … “sommerso”?
Beh, a me tante volte, soprattutto in questi ultimi tempi, dove le risposte spesso erano davvero poco centrate rispetto alla figura che cercavo.

Cosa faccio?

3 passi per uno screening efficace dei cv (curricula)
1. Descrivi il Ruolo Aziendale attraverso le seguenti domande:

cosa deve saper fare (fai una sintetica ma il più esaustiva possibile descrizione dei compiti che svolgera’);
quali esperienze deve aver maturato e per quanto tempo;
quali studi deve aver fatto ed eventuali altre conoscenze (lingue straniere, pc, ecc.);
che carattere dovrevve avere: mite, determinato, dinamico, flessibile, ecc
Quando si è scritto tutto questo su un foglio, si segni con un asterisco o si sottolinei le caratteristiche più importati, quelle che non possono mancare per ricoprire quel ruolo.

Ecco creata una bozza del Profilo della Funzione Aziendale (o Job Description).

2. Bene, ora prendi in mano un curriculum alla volta: leggilo con attenzione e confrontalo con la breve scheda che hai preparato:

Finito di leggere:

scrivi direttamente sul cv il motivo per cui va bene, oppure se sei incerto oppure se lo scarti e
poi sarebbe molto utile anche riportare su un foglio di excel: bastano due colonne col nome del candidato e scelta, cioè una breve frase, una parola, un aggettivo che ti ricordino e sintetizzino il motivo della tua scelta (es.: OK, oppure SI o NO, oppure NON SO)
Bene, hai quasi finito. Quando hai letto tutti i curricula

3. mettili in ordine: separando i cv in base alle tue scelte ed alla fine di questo lavoro avrai la situazione sotto controllo

infatti

a) avrai eliminato i cv doppi (cartacei e on-line) grazie al controllo col nome;

b) saprai quanti cv hai scartato, quelli di cui sei dubbioso e quelli che effettivamente sono interessanti ed il perchè.

Prova a seguire questo semplice metodo di screening cv e poi dimmi, se alla fine, non hai la sensazione di “padroneggiare” la situazione!

Ecco perchè ti dicevo che una selezione comincia da un buon screening cv, perchè a cascata, scegliere i curriculum più aderenti al Profilo significa incontrare i candidati potenzialmente più interessanti, e di conseguenza, inserire quello più adatto, e … naturale conseguenza, una più facile gestione delle Risorse Umane.

So che ti ho parlato di macroargomenti in poche righe, ma non preoccuparti, avremo modo di approfondire e di tornare su questi temi ed ampliarli a dovere.

______________________________________________________________

Bene, metti in pratica:

1. prepara il “Profilo della Funzione Aziendale”

2. leggi, scegli i cv e segnati il motivo della scelta (SI, NO, non so)

3. dividi i cv secondo le tue motivazioni.

_______________________________________________________________

Bene, spero che queste indicazioni ti siano state utili e se vuoi scrivi qui sotto le tue impressioni, domande, dubbi o dimmi di che cosa hai bisogno.

Come Diventare un Archivista

L’archivista è una figura professionale che si occupa dell’inventariazione, la divulgazione e la valorizzazione del patrimonio documentario, che viene affidato all’archivio, applicando i criteri scientifici generali e quegli specifici dell’area e del periodo storico di produzione della documentazione.

L’Archivista compie un’attività di ricerca scientifica e di studio, di consulenza e di elaborazione, in diversi campi: artistico, storico, diplomatico, giuridico, economico o delle scienze sociali.

Gli archivi si possono distinguere in: corrente, con protocolli presenti nella maggior parte delle organizzazioni; di deposito, contenente documenti con un’età compresa tra i 5 e i 40 anni; storici, con materiale documentario, ritenuto meritevole di conservazione.

Nell’ambito delle diverse tipologie, l’Archivista svolge:

– un’attività di conservazione, che consiste nell’ordinamento e nella schedatura dei documenti che si trovano nell’archivio e nella creazione di archivi di sicurezza; nella realizzazione di trascrizioni anche paleografiche e nel controllo dello stato di conservazione delle serie archivistiche e dei fondi di pergamene, selezionando quali sono le opere più pregiate e predisponendo la relativa fotoriproduzione di sicurezza, chiedendo anche un’eventuale restauro per le serie minacciate da distruzione per cause fisico-chimiche o biologiche;

– un’attività di ricerca, di assistenza scientifica e di valorizzazione: effettuerà la redazione di pubblicazioni, la conduzione di visite guidate, l’assistenza al pubblico e soprattutto agli studiosi, per decifrare le scritture e i simboli, o per studiare i sigilli e le gemme lavorate (“sfragistica”), o ancora verificare la morfologia dei documenti, l’evoluzione e le vicende subite dalle serie archivistiche. In questo ambito rientrano l’allestimento di mostre e anche la gestione della sala di consultazione.

Gli Archivisti di Stato hanno la responsabilità di controllare l’esportazione ed il commercio dei beni archivistici e di istituire la rivendicazione di quelli di pertinenza del demanio dello Stato.

Oltre alle conoscenze che riguardano le discipline specifiche di questa professione, come archivistica, paleografia e diplomatica, sono necessarie anche delle competenze per l’organizzazione e la conservazione del patrimonio documentario, secondo le nuove tecniche archivistiche, utilizzando dei supporti informatici, magnetici e di lettura ottica. E’ fondamentale possedere la capacità di curare sia l’amministrazione tecnico-gestionale dell’archivio che l’assistenza agli utenti, per impiegare in modo ottimale le risorse e le strutture.

Esistono molte opportunità di specializzazione per chi desidera svolgere questa attività, fra cui la scuola per archivisti dell’Università di Bologna, la scuola speciale per archivisti e bibliotecari dell’Università di Roma (accesso dopo un primo biennio c/o giurisprudenza, lettere e filosofia, scienze politiche, materie letterarie, pedagogia, lingue e letterature straniere moderne, storia e tutela dei beni culturali oppure sociologia), la scuola di specializzazione in diplomatica e archivistica dell’Università di Bari e la scuola vaticana di Paleografia, Diplomatica e Archivistica, riservata a laureati in possesso di un’ottima conoscenza del latino. Inoltre presso 17 Archivi di Stato vi sono altrettante scuole di archivistica, paleografia e diplomatica, con corsi biennali per diplomati, obbligatori per i funzionari della carriera direttiva dello stato. Infine l’ANAI, l’Associazione nazionale degli Archivisti italiani, offre convegni e seminari di perfezionamento per coloro che operano nel settore.

Il percorso di carriera nell’amministrazione statale inizia, in seguito al superamento di un concorso pubblico, con la VII qualifica di Archivista di Stato, per procedere poi con l’inquadramento nella qualifica di Archivista di Stato ricercatore storico-scientifico, per la quale è richiesto il Diploma Universitario in Archivistica, Paleografia e Diplomatica, la conoscenza approfondita, oltre al latino, di una lingua antica a scelta tra: greco, arabo, francese, tedesco, catalano, spagnolo, serbo-croato e l’ottima padronanza di una lingua straniera “moderna”. L’Archivista lavora in prevalenza alle dipendenze di archivi storici pubblici o, più raramente, privati o di natura ecclesiastica. Il suo grado d’autonomia è piuttosto ampio, in particolare negli ambiti di attività che non sono standardizzati. Nello svolgimento del proprio lavoro l’Archivista avrà rapporti funzionali con figure tecniche come Restauratori, Fotografi, Informatici, figure amministrative per la gestione finanziaria e del personale, e figure di supporto per la sorveglianza e la custodia delle sale.

Le recenti normative che riguardano gli enti pubblici impongono di rendere accessibili, in qualunque momento, i documenti prodotti. Questo obbliga alla creazione di archivi storici e di deposito, che richiedono l’impiego di personale specializzato. Le prospettive occupazionali per il futuro sembrano piuttosto promettenti.

Come Investire in Argento

L’argento è un metallo piuttosto notorio, è utilizzato nella monetazione, nella fotografia, e nella gioielleria. Metallo di transizione tenero, bianco e lucido, è un buon conduttore di calore ed elettricità, può trovarsi in natura sia puro che sotto forma di minerale. Il suo numero atomico è 47 e il suo simbolo è AG, dal latino “argentum”.

L’argento è importante nella storia degli uomini dai tempi più antichi. E’ stato usato come ornamento, come materiale per utensili, come merce da barattare ed infine come moneta. Abbiamo resti archeologici che dimostrano come nel IV millennio a.C. si avvertisse la necessità di separare l’argento dal piombo, soprattutto in Asia minore e nelle isole del Mar Egeo. Venne considerato sempre come un metallo estremamente prezioso.
In molte religioni e cosmogonie, l’argento veniva associato alle divinità femminili e lunari; spesso era inoltre confuso con il mercurio, considerato appunto un particolare tipo d’argento, pur non possedendo i due elementi alcuna correlazione chimica. Si pensi infatti al nome latino “hydrargyrium”, ovvero “argento liquido”, e all’epiteto tradizionale “argento vivo”. Un’ultima precisazione sul nome: “argento” deriva dal latino “argentum” e dal greco “ αργύριον”, entrambi legati a tutto ciò che è “splendente, chiaro, candido”.

Caratteristiche
La caratteristica predominante dell’argento è quella di possedere un’elevata conducibilità sia termica che elettrica, quest’ultima addirittura superiore al rame, preferito ad esso solo per il minor costo. Ha la colorazione più bianca di ogni altro metallo, e la capacità di riflettere massimamente la luce visibile. Infatti gli alogenuri d’argento sono fotosensibili, e la loro interazione con la luce ha fornito le basi per la fotografia in bianco e nero.
Si ricordi però che l’argento ha una riflettanza povera per ciò che riguarda la luce ultravioletta. Ha inoltre una scarsa resistenza all’urto e una buona malleabilità e duttilità, di poco inferiore all’oro. In presenza di aria ed acqua pura, l’argento mantiene le sue caratteristiche di lucentezza e brillantezza, mentre scurisce se esposto all’ozono, all’acido solforico o all’aria che presenta tracce di zolfo. Il numero di ossidazione dell’argento è +1.

Applicazioni
L’argento è noto come metallo prezioso, così come sono conosciuti i suoi alogenuri nell’ambito della fotografia. Ma vediamo altri possibili utilizzi di questo metallo
Nell’ambito di manufatti elettrici ed elettronici è utilizzato per produrre contatti ad elevata conduttività.
Può servire per produrre specchi a maggiore riflettanza rispetto a quelli prodotti con alluminio.
In ambito monetario si utilizza argento sin dal 700 a.C., come dimostrano le 14 lingue che traducono i termini “argento” e “denaro” con il medesimo vocabolo. Utilizzato era poi anche per alcune monete romane.
Per quanto riguarda la gioielleria, spicca la cosiddetta “argenteria”, un insieme di oggetti prodotti generalmente con l’argento sterling, una lega con il 92.5% di argento.
In ambito odontoiatrico, è stato utilizzato in passato per la sua bassa tossicità e la sua duttilità.
E’ utilizzato come catalizzatore in alcune reazioni di ossidazione, come nella produzione di formaldeide dal metanolo.
E’ impiegato nelle batterie a lunga durata, insieme a zinco e cadmio.
Può divenire un esplosivo, nella forma di fulminato d’argento.
Il cloruro d’argento è impiegato come cemento per vetro, dopo averlo reso trasparente.
Lo ioduro d’argento è utilizzato per la formazione artificiale di nubi atmosferiche.
E’ usato come colorante per alcune caramelle e confetti ai quali si desidera dare una colorazione metallica.